Aosta – La Confcommercio Valle d'Aosta ha formalmente e con decisione contestato la variante urbanistica proposta dal Comune di Aosta, che prevede la destinazione a zona commerciale di un'importante area del quartiere Dora. Le osservazioni dettagliate dell'associazione sono state depositate il 22 settembre 2026, con una comunicazione ufficiale diffusa da Aosta alle 13:58. Confcommercio ha etichettato la variante come "illegittima", focalizzando la propria opposizione su una serie di profili critici: dalle carenze procedurali alle motivazioni insufficienti, fino alla manifesta contrarietà all'interesse pubblico, tutti aspetti strettamente collegati alla prevista nuova destinazione d'uso dell'area in questione.
I motivi della contestazione e il rischio ricorso
All'interno delle osservazioni presentate, Confcommercio Valle d'Aosta ha elencato una serie di gravi motivi che, a suo dire, rendono la variante affetta da illegittimità. Tra questi, spiccano l'"eccesso di potere per omessa istruttoria, carenza dei presupposti, contraddittorietà, manifesta illogicità e carenza di motivazione". L'associazione ha fermamente collegato la sua contestazione alla specifica destinazione commerciale prevista per l'area, argomentando con forza che tale nuova destinazione d'uso causerebbe un danno significativo sia agli esercenti locali, già in difficoltà, sia ai cittadini. La posizione espressa nel documento sottolinea inoltre la chiara contrarietà all'interesse pubblico e l'evidente illogicità di una scelta urbanistica che ignora la già consolidata presenza di numerosi supermercati nella stessa zona del quartiere Dora, un aspetto che Confcommercio considera una palese contraddizione.
Il documento ufficiale depositato da Confcommercio non si limita alla contestazione, ma prospetta anche la concreta possibilità di un ricorso al Tar, un'azione legale che evidenzia la gravità e la determinazione dell'associazione. La contestazione, dunque, non si concentra unicamente sul percorso procedurale seguito per l'approvazione della variante, ma investe profondamente anche le motivazioni intrinseche alla base della nuova destinazione d'uso dell'area. Il fulcro di questa controversia rimane il quartiere Dora di Aosta, un'area che, ben prima di questa proposta di modifica urbanistica, era già al centro di un intenso e vivace confronto tra commercianti, residenti e tutti i soggetti interessati all'assetto e al futuro sviluppo della zona, ora ulteriormente polarizzato dalla prospettiva di nuove aperture commerciali.
L'alternativa di Confcommercio: più verde e servizi
In netta contrapposizione alla variante contestata, Confcommercio Valle d'Aosta ha elaborato e presentato una propria proposta alternativa di piano, che mira a vincolare a verde pubblico una porzione significativa e preponderante dell'area. Questa visione alternativa e sostenibile prevede l'implementazione di folte piantumazioni, che non solo migliorerebbero l'estetica del quartiere ma sarebbero anche uno strumento efficace per inibire e mitigare eventuali emissioni provenienti dalla Cas. La proposta include inoltre la creazione di spazi e verde attrezzati, pensati per ospitare attività ludiche e ricreative, contribuendo così a migliorare la qualità della vita dei residenti.
Un aspetto fondamentale di questa controproposta è la drastica riduzione dell'indice volumetrico, con l'obiettivo primario di preservare il carattere e la qualità urbana del quartiere, evitando un'eccessiva cementificazione.
Secondo la proposta di Confcommercio, le uniche strutture edificabili sarebbero di modeste dimensioni e collocate esclusivamente nelle zone marginali all'estremità sud e nord dell'area, mantenendo una distanza adeguata dalla Cas. Queste strutture sarebbero destinate a ospitare una varietà di funzioni essenziali per la comunità, tra cui servizi, spazi di relazione, attività artigianali, punti vendita e res, integrandosi armoniosamente nel contesto del quartiere senza alterarne l'equilibrio.