La Regione Marche si prepara a intervenire contro la possibile chiusura degli uffici di Whirlpool Technology a Fabriano, una decisione che mette a rischio il futuro di 40 ingegneri elettronici. L'assessore regionale allo Sviluppo economico, Giacomo Bugaro, ha espresso la ferma intenzione dell'ente di opporsi a tale eventualità. Intervenendo ad Ancona il 18 settembre 2026, a margine del Consiglio regionale, Bugaro ha dichiarato: “Siamo pronti a fare anche in questo caso la nostra parte di battaglia per cercare di far retrocedere l'azienda da questa decisione”.
L'assessore ha collegato la vicenda a una più ampia crisi del sistema industriale, sottolineando la disponibilità della Regione a un intervento sul piano istituzionale.
La struttura interessata è un centro di ricerca e sviluppo, noto anche come ex Wrap, che rappresenta una presenza storica di Whirlpool nel territorio fabrianese. Questa sede, situata in via Lamberto Corsi, è descritta come un presidio fondamentale dell’area un tempo occupata da Indesit Company e costituisce una parte integrante dell’organizzazione italiana dedicata alla progettazione. La notizia della potenziale chiusura è stata comunicata ai dipendenti a seguito di una riunione del consiglio di amministrazione del gruppo americano, generando forte preoccupazione tra i lavoratori e nella comunità locale.
I costi dell'energia e la crisi manifatturiera
Giacomo Bugaro ha inquadrato la situazione specifica di Fabriano all'interno di un contesto di crisi industriale sistemica, che non riguarda solo l'Italia ma l'intero Occidente. Secondo l'assessore, gli effetti di questa crisi si manifestano con maggiore evidenza nei territori che già presentano criticità pregresse. Un punto cruciale sollevato da Bugaro è quello relativo ai costi dell'energia, che, a suo dire, rappresentano il "danno del passato" e contribuiscono a un aumento del 30% del costo dell'energia in Italia. L'assessore ha richiamato la memoria del referendum sul nucleare, collegando direttamente l'incremento delle spese energetiche alle difficoltà che affrontano le produzioni industriali in serie, le quali vedono i propri margini di profitto sempre più ridotti.
Le Marche, con il loro consolidato sistema manifatturiero, sono particolarmente esposte a queste dinamiche. Bugaro ha evidenziato come il settore del bianco, in particolare, sia tra i comparti che soffrono maggiormente l'aumento dei costi. I prodotti realizzati in serie, infatti, si caratterizzano per margini di guadagno già esigui e una competitività estremamente elevata, rendendo ogni incremento dei costi un fattore critico. L'assessore ha inoltre menzionato le politiche europee sugli incentivi, citando il caso Electrolux come esempio di come le aziende non possano ricevere agevolazioni in più Paesi per le stesse produzioni. Concludendo il suo intervento, Bugaro ha ribadito l'impegno della Regione: “Noi staremo vicini a questi lavoratori”, promettendo supporto concreto ai dipendenti coinvolti.
La riorganizzazione aziendale e il futuro di Fabriano
La possibile interruzione delle attività della sede di Fabriano si inserisce in un più ampio processo di riorganizzazione aziendale. Questo riassetto, che interessa il gruppo, ha portato alla comunicazione ai dipendenti e sta generando incertezza sul futuro del centro di ricerca e sviluppo e dei suoi 40 ingegneri. La comunità locale e le istituzioni regionali seguono con attenzione gli sviluppi, nella speranza di trovare soluzioni che possano salvaguardare i posti di lavoro e il patrimonio industriale del territorio.