Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, è intervenuto il 17 settembre 2026 alla Spezia, affrontando il ruolo strategico dell'Italia e dell'Europa di fronte alle crescenti tensioni che interessano il Mar Rosso e lo Stretto di Hormuz. L'intervento si è svolto a margine della quarta edizione del forum Risorsa Mare, un evento organizzato da Teha Group in collaborazione con il ministero, presso l'auditorium dell'Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Orientale. Musumeci ha evidenziato il legame indissolubile tra la sicurezza della circolazione marittima, i rischi derivanti dalle guerre in Medio Oriente e l'impatto sull'economia del mare.

Musumeci ha delineato per l'Italia un ruolo chiave di mediazione, responsabilità ed equilibrio nelle delicate dinamiche che coinvolgono Hormuz e il Mar Rosso. Rivolgendosi al contesto europeo, il ministro ha auspicato una posizione comune e coesa sulle crisi che minacciano le rotte marittime globali e la libera circolazione. Ha sottolineato come l'unanimità europea sia considerata essenziale per affrontare queste sfide, specialmente in un panorama dove la sicurezza dei collegamenti via mare si intreccia sempre più con le discussioni sulle politiche di difesa continentali.

La sicurezza della navigazione e la difesa europea

Il ministro Musumeci ha ribadito con forza che la libertà di movimento lungo le rotte marittime non può essere data per scontata.

"Dobbiamo essere consapevoli che la libera circolazione non è eterna", ha dichiarato, riferendosi esplicitamente alle aree strategiche di Hormuz e del Mar Rosso. Ha collegato queste aree alle crisi in Medio Oriente e ai potenziali rischi per l'economia del mare, enfatizzando come la sicurezza marittima sia intrinsecamente legata alla necessità di rafforzare la dimensione europea della difesa.

Musumeci ha inoltre evidenziato un presunto ritardo dell'Europa nell'adozione di politiche di difesa efficaci e nella definizione del suo rapporto con le grandi potenze globali. Ha suggerito che la crescita europea si sia storicamente concentrata sull'aspetto economico, marginalizzando altri ambiti cruciali.

Il ministro ha affermato con decisione che l'Europa deve riconoscersi anche come una potenza militare, sottolineando che la sicurezza non è più un dato acquisito. Ha poi citato la situazione in Ucraina, descritta come invasa dall'imperialismo di Putin, estendendo il suo richiamo a tutti i Paesi che condividono i principi fondamentali di pace, democrazia, libertà, indipendenza e sovranità.