I pastori sardi, riuniti in assemblea a Tramatza (Oristano) il 15 settembre 2026, hanno chiesto un confronto urgente entro la fine del mese sulla prossima campagna lattiero-casearia. La richiesta è rivolta a tutti gli attori della filiera: allevatori, trasformatori (cooperativi e industriali), consorzi – in primis quello del Pecorino Romano – e gli assessorati regionali dell’Agricoltura e della Sanità. Tra i temi discussi, oltre al prezzo del latte, rientrano le problematiche sanitarie degli allevamenti, come la dermatite bovina e la lingua blu.

Prezzo del latte: la richiesta di sostenibilità

Al centro dell’assemblea vi è il prezzo della prossima campagna del latte, con avvio a fine ottobre. I portavoce Gianuario Falchi, Fabio Pisu, Mario Carai e Nenneddu Sanna hanno chiesto chiarezza sul quadro del settore e sul prezzo della nuova campagna, senza attendere il saldo di febbraio. La campagna precedente si sta chiudendo a 1,40 euro al litro. Il documento evidenzia i costi di produzione elevati: gasolio agricolo a 1,60 euro, concime a 1,20 euro e 500/600 euro per un ettaro di erbaio. Per garantire la redditività, gli allevatori hanno indicato un prezzo minimo ipotizzato di 1,60 euro al litro per il latte ovino. Richiamando la mobilitazione del 2019, i portavoce hanno affermato la necessità di “salvare il nostro lavoro”.

Se la richiesta di incontro non verrà ascoltata, i pastori sardi si dicono pronti a nuove mobilitazioni.

L’agenda dell’assemblea di Tramatza

L’incontro, convocato come assemblea generale dei pastori sardi, si è tenuto a Tramatza, presso l’Hotel Anfora sulla strada statale 131, alle 10:30 del 15 settembre 2026. Il programma ha posto in primo piano la prossima campagna lattiero-casearia e i prezzi del latte ovino e caprino. Tra gli argomenti figurano anche la PAC 2023-2027 e la programmazione 2028-2034, il comparto bovino, i blocchi delle movimentazioni dovuti alla dermatite bovina, i prezzi dei cereali in Sardegna e le malattie animali, inclusa la lingua blu. Il quadro discusso si collega alla mobilitazione di sette anni fa, quando la categoria si batté per la tutela del proprio reddito.