Trieste, 14 ottobre 2026. L'economia del Friuli Venezia Giulia mostra una crescita, seppur a ritmi contenuti, secondo il Rapporto di previsione d’autunno del Centro Studi Confindustria. Per l'anno in corso, si prevedono investimenti in aumento del 2% e un recupero delle esportazioni del 4,6%. Il valore aggiunto industriale è indicato in crescita dello 0,6% nel 2027. Michelangelo Agrusti, presidente di Confindustria Alto Adriatico, interpreta questi dati come conferma di un'economia regionale che mantiene un percorso positivo, nonostante l'assenza di accelerazioni marcate.
Agrusti ha evidenziato come queste cifre "restituiscano un'economia che continua a crescere, seppure a ritmi contenuti". Ha sottolineato la prospettiva di un recupero dell'export e dell'attività industriale come dato incoraggiante per il territorio. Il presidente ha rimarcato le solide basi locali: "Abbiamo imprese capaci di innovare, competenze e una struttura manifatturiera che rappresentano punti di forza concreti". Questa affermazione rafforza la tenuta del sistema produttivo regionale e il ruolo centrale della manifattura nelle dinamiche di crescita.
Investimenti, industria e transizione digitale
Il panorama economico del Friuli Venezia Giulia è segnato da una ripresa dell'attività industriale, già nel 2025, e da un incremento degli investimenti per la transizione tecnologica e digitale.
Questi fattori sono cruciali per la modernizzazione delle imprese regionali. Il rapporto evidenzia la capacità di innovazione e le competenze produttive come elementi distintivi. Agrusti connette la dinamica degli investimenti all'aumento della produttività, sottolineando l'importanza di nuove tecnologie, organizzazione industriale e sviluppo delle competenze.
Nel 2024, il valore aggiunto dell'industria in senso stretto nel Friuli Venezia Giulia ha registrato un +0,6% dopo un biennio di contrazione, raggiungendo 9,7 miliardi di euro a valori correnti. L'incidenza del valore aggiunto manifatturiero sul PIL regionale è rimasta al 23%, superando la media nazionale di circa sei punti percentuali e posizionandosi leggermente sotto il dato del Nord-Est (24%). Questi indicatori evidenziano il peso e la rilevanza strategica della componente manifatturiera nell'economia regionale, confermandola come pilastro fondamentale per lo sviluppo e la competitività.