Lo spread tra Btp e Bund, il differenziale di rendimento tra il titolo di Stato italiano a dieci anni e il corrispettivo tedesco, prosegue la sua corsa in rialzo nella mattinata del 2 ottobre 2026. A Milano, alle 08:41, il divario in avvio di seduta ha registrato un incremento di oltre sette punti base, raggiungendo quota 126 punti. Questo movimento aggiorna i massimi da aprile 2025, mentre il rendimento del decennale italiano si mantiene stabile al 4,69%.
Questo ulteriore aumento segue una seduta già caratterizzata da un significativo allargamento del differenziale.
Il 1 ottobre 2026, lo spread tra il Btp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si era attestato in chiusura a 118 punti base. Tale valore rappresentava un incremento di ben 16 punti base rispetto ai 102 punti base del riferimento precedente e, analogamente, segnava i massimi dall’aprile del 2025.
Il rendimento del Btp decennale italiano: un quadro in evoluzione
Nel passaggio tra l’ultima chiusura e la nuova apertura dei mercati, il rendimento del decennale italiano è rimasto ancorato al 4,69%. Il giorno precedente, il 1 ottobre 2026, il rendimento del Btp decennale benchmark era salito dal 4,62% del closing della vigilia fino a raggiungere proprio il 4,69%. Questo livello non si registrava dall’ottobre del 2023.
L’apertura odierna con un differenziale a 126 punti evidenzia quindi un ulteriore allargamento rispetto ai 118 punti base che erano stati registrati alla fine della seduta del 1 ottobre 2026.
La dinamica osservata sul mercato obbligazionario si concentra sul confronto tra il rendimento del debito italiano a dieci anni e quello del Bund tedesco di pari durata. Il movimento dei punti base è la misura che quantifica la distanza tra questi due rendimenti. Nel caso specifico, l’aumento in avvio di oltre sette punti ha portato il differenziale al nuovo livello di 126 punti, mantenendo il rendimento del decennale italiano sul valore del 4,69%.
Il contesto che ha influenzato la seduta precedente
La seduta del 1 ottobre 2026 ha visto un aumento generalizzato di spread e rendimenti dei titoli di Stato italiani.
Questa tendenza si è inserita in un mercato dei bond caratterizzato da un marcato flight-to-quality, ovvero un flusso di acquisti orientato verso i Bund tedeschi. Le principali cause di questa dinamica sono state le crescenti tensioni sui mercati energetici mondiali e un effetto di “contagio” proveniente dai titoli francesi. Questi ultimi, infatti, sono stati percepiti dagli operatori come più rischiosi rispetto ai titoli italiani, favorendo così gli acquisti sui Bund tedeschi. Di conseguenza, i Bund hanno guadagnato posizioni a scapito dei bond emessi dai Paesi periferici della Zona Euro.
Alla chiusura del 1 ottobre 2026, il rendimento del Bund tedesco si era attestato al 3,52%. Questo dato si confronta con il rendimento del Btp decennale italiano, che ha chiuso a 4,69% il giorno precedente e si mantiene a questo livello anche in apertura del 2 ottobre 2026.