A Roma, il 4 ottobre 2026, il dibattito sul caro-casa si intensifica in vista della prossima manovra, mentre nell’Unione europea i prezzi delle abitazioni e gli affitti continuano a mostrare una tendenza al rialzo. I dati di Eurostat relativi al secondo trimestre 2026 evidenziano un incremento del 4,7% nei prezzi delle case e del 3% nei canoni di locazione rispetto allo stesso periodo del 2025. In questo contesto, il governo italiano sta valutando interventi mirati, in particolare a favore dei giovani, per facilitare l’accesso alla prima casa e sostenere gli affitti a lungo termine.
La questione del costo dell'abitare è sentita in tutta Europa, con la Spagna che guida la protesta contro il caro-casa, sottolineando la dimensione continentale del problema.
Il confronto in Italia si concentra sulle misure da adottare per mitigare l'impatto del costo dell'abitare. Tra le ipotesi al vaglio, emerge la proposta di una cedolare secca al 5% per gli affitti a lungo termine, considerata un “aiuto concreto per chi cerca casa”. Parallelamente, si discutono possibili incentivi per l’acquisto della prima casa destinati agli under 36, la cui attuazione dipenderà dalla disponibilità delle risorse finanziarie.
L'andamento dei prezzi e degli affitti nell'Unione Europea
Analizzando il secondo trimestre 2026, i prezzi delle abitazioni nell’Unione europea hanno registrato un aumento dell’1,2% rispetto al trimestre precedente.
Nello stesso periodo, i canoni di affitto sono cresciuti dello 0,7%. Questo quadro si inserisce in un mercato che nel 2025 ha visto un incremento delle vendite di abitazioni nella maggior parte dei Paesi dell'UE per i quali sono disponibili dati, in confronto al 2024, pur rimanendo influenzato da tassi di interesse elevati.
A livello di singoli Stati membri, gli aumenti più significativi nei prezzi delle abitazioni si sono verificati in Bulgaria, Portogallo e Lituania, mentre Finlandia e Francia hanno registrato lievi cali. Per quanto riguarda gli affitti, la crescita è stata generalizzata in tutti gli Stati membri esaminati, con rialzi particolarmente marcati in Romania, Croazia e Slovenia. L'Italia, in questo contesto europeo, ha mostrato un incremento del 4% nel costo degli immobili se si confrontano il secondo trimestre 2025 e il secondo trimestre 2026.
Il mercato immobiliare italiano e le proposte per la manovra
Il mercato residenziale italiano ha chiuso il terzo trimestre 2026 con una lieve flessione dei prezzi dell’1,1%, attestandosi su una media di 2.031 euro al metro quadro. Nonostante questo calo trimestrale, il saldo su base annua rimane positivo, con un incremento del 3,3% rispetto a settembre 2025; le quotazioni mensili, invece, si mantengono stabili. Questi dati alimentano la discussione in corso sul Piano Casa e sui potenziali interventi che potrebbero essere inclusi nella prossima manovra finanziaria, volti a sostenere il settore e l'accesso all'abitazione.