L'Abruzzo ha registrato un saldo commerciale positivo di 3,3 miliardi di euro tra il 2020 e la prima metà del 2026. Questo dato emerge dall'Osservatorio sull'economia regionale, presentato a Pescara dalla CNA Abruzzo e dal Dipartimento DiSEG dell’Università d’Annunzio. Lo studio, frutto di una collaborazione, ha analizzato esportazioni e importazioni, offrendo una panoramica della performance.
L'analisi ha coperto il quinquennio 2020-2025, con un aggiornamento sui primi sei mesi del 2026, rivelando un surplus di 3 miliardi e 343 milioni di euro.
Silvio Calice, direttore della CNA Abruzzo, ha evidenziato la forte dinamicità regionale. "L'Abruzzo ha un'economia molto trainante da questo punto di vista, perché il saldo commerciale su quasi tutti i settori è positivo", ha affermato Calice, sottolineando un andamento favorevole nella maggior parte dei comparti esaminati.
Farmaceutico e automotive: i motori della crescita
Il saldo positivo, pur notevole, presenta una struttura polarizzata. I settori principali sono il farmaceutico e l'automotive. Il farmaceutico è legato alla provincia dell’Aquila, l'automotive si concentra nel Chietino e nella provincia di Chieti. L'Osservatorio evidenzia un risultato favorevole ma concentrato in specifici comparti e aree, indicando una crescita non uniformemente distribuita.
I principali mercati di riferimento per l'Abruzzo sono europei, con Francia e Germania partner più importanti. La Spagna ha un peso inferiore. Sul fronte delle importazioni, lo studio rileva un saldo negativo con la Cina, attribuibile alla provenienza di materie prime e altri prodotti. Questo quadro distingue la forza dell'export verso i mercati europei da una dipendenza registrata per alcune importazioni, influenzando il bilancio commerciale complessivo.
Le fragilità: legno e Made in Italy delle PMI
Accanto ai comparti che sostengono il saldo commerciale, la CNA Abruzzo ha segnalato debolezze in altri settori. Il riferimento è in particolare al legno e al Made in Italy delle piccole e medie imprese.
Calice ha sottolineato la necessità di interventi mirati: "Alcuni settori mostrano ancora fragilità", evidenziando l'importanza di politiche di sostegno per diversificazione e resilienza dell'economia abruzzese.