Federconsumatori del Trentino ha lanciato un allarme sui costi significativi che i pendolari della provincia devono affrontare quotidianamente. L'associazione ha evidenziato come gli spostamenti in auto per motivi lavorativi, dai comuni più periferici verso i principali centri urbani, possano comportare una spesa annuale che raggiunge i 2.000 euro solo per il carburante. Questa stima, comunicata a Trento in data 5 ottobre 2026, si basa su un'analisi approfondita di un caso tipo.
L'esempio specifico preso in considerazione da Federconsumatori riguarda la tratta tra Brentonico e Trento.
Per un percorso di 76 chilometri tra andata e ritorno, calcolato su 220 giorni lavorativi all'anno, i costi del carburante si rivelano particolarmente onerosi per i lavoratori. Questo dato si inserisce in un contesto provinciale dove l'utilizzo dell'automobile rimane predominante per la mobilità quotidiana.
I dati forniti da ISPAT per il 2024 confermano questa tendenza: ben il 66,6% degli occupati trentini utilizza l'auto come conducente per gli spostamenti necessari a raggiungere il luogo di lavoro o per altre esigenze ordinarie. La voce relativa ai trasporti rappresenta una componente non trascurabile del bilancio familiare, incidendo per l'11% sulla spesa complessiva. Federconsumatori ha sottolineato questo aspetto per evidenziare come l'aumento del costo del carburante abbia un impatto diretto e pesante sulle finanze delle famiglie trentine.
Le proposte per il trasporto pubblico
Nonostante le criticità evidenziate, Federconsumatori ha espresso un giudizio positivo sull'iniziativa della Provincia di Trento relativa all'abbonamento agevolato per il trasporto pubblico. L'offerta, che prevede un costo di 25 euro per il periodo da settembre a dicembre, è stata accolta favorevolmente come un primo passo verso una mobilità più sostenibile ed economica.
Tuttavia, l'associazione ha anche sollevato alcune perplessità, rilevando che il trasporto pubblico non sempre si configura come una soluzione praticabile per tutti i lavoratori. Fattori come i turni di lavoro, gli orari dei mezzi e la complessità delle coincidenze possono, in determinate circostanze, rendere difficile l'utilizzo quotidiano dei servizi collettivi, specialmente per chi vive in aree meno centrali o ha esigenze orarie particolari.
In virtù di queste osservazioni, l'organizzazione ha avanzato una serie di richieste alla Provincia. Tra le priorità vi è la conferma delle agevolazioni sul trasporto pubblico anche per il 2027, al fine di garantire continuità nel supporto ai pendolari. Federconsumatori ha inoltre sollecitato un'analisi più approfondita della mobilità nelle aree meno servite del territorio, con l'obiettivo di individuare e implementare interventi mirati che possano migliorare l'accessibilità ai servizi di trasporto. Infine, è stata richiesta una revisione delle politiche di sostegno al reddito, ritenute fondamentali per contrastare gli effetti del carovita, con un'attenzione particolare ai pendolari che, a causa della loro posizione geografica o dell'organizzazione del lavoro, continuano a sostenere costi elevati per gli spostamenti in auto.
L'abbonamento provinciale agevolato
La Provincia autonoma di Trento ha risposto alle esigenze dei cittadini prorogando la possibilità di usufruire di una tariffa agevolata per i mezzi pubblici. Questa decisione segue il successo dell'abbonamento trimestrale estivo, che ha registrato circa 20.000 adesioni, dimostrando un forte interesse da parte della popolazione per soluzioni di mobilità più convenienti.
La nuova misura prevede un abbonamento quadrimestrale, disponibile al costo di 25 euro. I cittadini possono acquistare questo titolo di viaggio a partire dal 29 agosto presso le biglietterie di Trentino Trasporti e Trenitalia. L'abbonamento sarà valido per un periodo esteso, coprendo i mesi dal 1° settembre al 31 dicembre 2026. La proroga