La domanda globale di trasporto aereo passeggeri ha registrato una flessione a settembre 2026, diminuendo dello 0,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Questo calo, che interessa il traffico passeggeri mondiale, è stato influenzato principalmente dalle difficoltà riscontrate in Medio Oriente e Nord America. L'annuncio è stato diramato dall'Associazione internazionale del trasporto aereo (Iata).
Nonostante la flessione complessiva, il quadro delineato dalla Iata evidenzia un miglioramento rispetto al mese di agosto. Marie Owens Thomsen, vicepresidente senior per la sostenibilità e capo economista dell'associazione, ha parlato di una "gradita ripresa della crescita nella maggior parte dei mercati internazionali".
Questi andamenti, che si sono manifestati per gran parte dell'anno, sono stati collegati all'incertezza geopolitica e alla volatilità dei prezzi del carburante.
Dettagli su domanda e capacità
La domanda totale di trasporto passeggeri, misurata in Revenue Passenger Kilometers (RPK), ha registrato un calo annuo dello 0,5% a settembre 2026. Escludendo il Medio Oriente, la domanda è cresciuta dello 0,3%. La capacità totale, in Available Seat Kilometers (ASK), è diminuita dello 0,2% su base annua. Il load factor complessivo si è attestato all'83,2%, con una variazione negativa di 0,3 punti percentuali rispetto a settembre 2025.
La domanda internazionale è aumentata dello 0,4% rispetto a settembre 2025; senza il Medio Oriente, la crescita è stata dell'1,7%.
La capacità internazionale è salita dello 0,5% su base annua, con un load factor internazionale dell'83,6% (flessione di 0,1 punti percentuali). La domanda domestica è diminuita del 2,2%, con capacità in calo dell'1,3% e un load factor domestico all'82,5% (riduzione di 0,7 punti percentuali).
La capacità globale dei posti di linea è prevista sopra i livelli del 2025 per ottobre e novembre, ma con tassi di crescita deboli e disomogenei tra le regioni. A livello regionale, il Medio Oriente ha mostrato un calo dell'8,0% della domanda totale, con capacità in diminuzione del 3,8% e load factor al 78,2%. Anche il Nord America ha registrato difficoltà, contribuendo alla flessione complessiva.