Milano – Intesa Sanpaolo ha giudicato complesse e di difficile valutazione per i soci le operazioni annunciate da Monte dei Paschi di Siena (Mps) il 21 agosto 2026. Al centro della posizione della banca vi sono due offerte pubbliche di scambio (Ops) simultanee e strettamente interdipendenti. Riguardano due società quotate, Banco Bpm e Banca Generali, al vertice di gruppi finanziari articolati. La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che queste iniziative sono promosse mentre l’integrazione di Mps con Mediobanca non risulta ancora completata.
La posizione di Intesa è maturata dopo un consiglio d’amministrazione straordinario, in vista dell’assemblea di Mps convocata per il 29 ottobre 2026. Questo incontro è collegato anche al rilancio della componente in contanti dell’Opas di Intesa su Mps. La banca ha qualificato la costruzione annunciata dal Monte come una “struttura particolarmente complessa”, evidenziando la presenza contemporanea di molteplici operazioni e la natura intricata del rapporto tra le società coinvolte.
Le operazioni di Mps: una struttura senza precedenti
Intesa Sanpaolo ha chiaramente indicato che, sia sul piano strutturale sia per quanto concerne la complessità attuativa, l’operazione prospettata da Mps non troverebbe precedenti nel mercato italiano degli intermediari sottoposti a vigilanza prudenziale.
Questa affermazione si basa sulle dimensioni relative di ciascuna società target e sulla loro combinazione, elementi che rendono l’iniziativa del Monte un caso unico nel panorama finanziario nazionale. La valutazione di Intesa non si limita al mero numero delle offerte, ma si estende al più ampio perimetro bancario e finanziario in cui queste operazioni sono state concepite.
Le due Ops, pur essendo state presentate come autonome sul piano giuridico, sono state descritte da Intesa come profondamente collegate sul piano economico. Questa interconnessione implica che l’esito finale e il valore intrinseco di ciascuna offerta sono destinati a influenzare reciprocamente l’altra. Questa configurazione rende ardua la valutazione per gli azionisti di Mps, Banco Bpm e Banca Generali, chiamati a ponderare scenari complessi e potenzialmente divergenti.
Intesa ha inoltre sottolineato come la presentazione simultanea di due offerte pubbliche di scambio a sconto sia un evento “del tutto inusuale nel mercato”, sollevando interrogativi sulle reali prospettive di successo delle iniziative.
Il confronto con l'Opas di Intesa e le prospettive di successo
Nel contesto di questo confronto tra le diverse operazioni in campo, Intesa Sanpaolo ha richiamato l’attenzione sul premio del 12,5% offerto dalla propria Opas su Mps. Questo premio era già stato oggetto di critica nel comunicato stampa di Mps del 16 luglio 2026, dove veniva ritenuto inferiore al livello medio di premio osservato in offerte pubbliche volontarie di acquisto e/o scambio comparabili nel settore bancario italiano.
Intesa collega direttamente questo elemento, ovvero la percezione di un premio non adeguato, alla valutazione sulle prospettive di successo delle offerte annunciate dal Monte. L'implicazione è che offerte a sconto e complesse potrebbero affrontare sfide ancora maggiori in termini di accettazione da parte del mercato e degli azionisti.