Coldiretti Sardegna ha lanciato un appello al mondo della trasformazione casearia dell'Isola, chiedendo un atto di responsabilità pubblica e concreta per il comparto lattiero-caseario ovicaprino, con particolare attenzione al Pecorino Romano. La richiesta, formalizzata in una lettera aperta il 16 ottobre 2026 a Cagliari, mira esplicitamente a difendere il valore del prodotto, la stabilità della filiera e il reddito degli allevatori. Tra le priorità indicate dall'organizzazione agricola figurano l'immediato stop alla riduzione ingiustificata dei prezzi di vendita, la rinuncia categorica a operazioni commerciali dettate da panico o da mere esigenze speculative e la valorizzazione del prodotto attraverso una gestione più ordinata e trasparente delle scorte, sempre nel pieno rispetto delle regole del mercato e della sana concorrenza.

L'organizzazione ha sottolineato con forza come la difesa del valore del prodotto, la stabilità della filiera e il reddito degli allevatori rappresentino obiettivi irrinunciabili per l'intero settore. Coldiretti Sardegna ha ribadito che le eventuali crisi reali devono essere supportate da dati concreti e verificabili, e che le difficoltà finanziarie vanno affrontate con gli strumenti adeguati e disponibili. È stata inoltre richiesta una maggiore chiarezza su possibili comportamenti volti a esasperare la percezione della crisi per trarne un vantaggio indebito. Il documento si conclude con un forte e perentorio appello a un atto di responsabilità collettiva da parte dell'intero sistema della trasformazione casearia sarda.

Il nodo dei ribassi e della gestione del mercato

Nel dettaglio, il documento interpella direttamente coloro che continuano a immettere sul mercato il Pecorino Romano a prezzi costantemente ribassati, chiedendo una spiegazione pubblica e circostanziata delle ragioni e delle condizioni commerciali sottostanti tali scelte. Coldiretti Sardegna ha evidenziato l'urgenza improrogabile di fermare la spirale dei ribassi per ripristinare e accrescere in modo duraturo il valore del prodotto. Viene inoltre sottolineato con enfasi che la produzione è saldamente concentrata in Sardegna e che il comparto ovicaprino dell'Isola possiede le quantità, gli strumenti finanziari e le opportunità necessarie per una gestione efficace e lungimirante del mercato.

L'organizzazione ha definito la filiera ovicaprina sarda sana e resiliente, sollecitando l'isolamento immediato di eventuali comportamenti scorretti che possano comprometterne la stabilità e la reputazione. Un ulteriore punto chiave è la trasparenza assoluta nei rapporti tra imprese, cooperative e allevatori. Coldiretti Sardegna ha specificato che responsabilità, criticità finanziarie o operazioni commerciali devono essere chiarite attraverso dati, fatti e documenti verificabili, evitando categoricamente di scaricare oneri o colpe sugli anelli più deboli della catena produttiva, ovvero gli allevatori.