Piazza Affari ha mostrato una decisa accelerazione nel finale della seduta del 2 ottobre 2026, a circa mezz'ora dalla chiusura delle contrattazioni, inserendosi in un contesto di generale miglioramento per i listini europei e americani. A Milano, l'indice principale Ftse Mib ha registrato un guadagno dello 0,7%, portandosi a 50.570 punti. Questa dinamica positiva si è manifestata in una giornata influenzata dai dati sui nuovi occupati negli Stati Uniti, risultati inferiori alle attese, e dalle conseguenti speculazioni degli investitori riguardo le future decisioni della Federal Reserve in vista del Comitato Federale previsto per il 28 ottobre.
Sul fronte obbligazionario, lo spread tra Btp e Bund tedeschi ha continuato la sua discesa, attestandosi a 115,9 punti base. Il rendimento annuo dei titoli di Stato italiani ha evidenziato un calo di 8,6 punti, posizionandosi al 4,6%, mentre quello tedesco ha arretrato di 6,1 punti, raggiungendo il 3,44%. Questo scenario favorevole nel mercato dei bond ha fornito un ulteriore supporto alla seduta milanese, che ha visto il listino rafforzarsi progressivamente rispetto alle fasi iniziali e centrali della giornata.
Settori in evidenza: Tecnologia, Industria e Utility
Tra i titoli che hanno guidato la ripresa, spiccano i comparti della tecnologia e dei semiconduttori. Technoprobe ha registrato un notevole aumento del 6,05%, affiancata da Stm, in rialzo del 5,86%.
Questo slancio è stato alimentato dal trend positivo dei semiconduttori a livello europeo e dai progressi significativi di colossi come Amd (+4,68%) e Intel (+4,1%) sul Nasdaq. Anche Prysmian ha brillato, avanzando del 4,93%, grazie alla sua esposizione strategica ai settori in crescita dell'intelligenza artificiale e dei data center.
Il settore dei materiali da costruzione ha visto Buzzi crescere del 2,74% e Cementir dell'1,3%. Nel comparto automobilistico, Stellantis ha guadagnato il 2,6%, beneficiando di un'onda lunga positiva nelle vendite di auto, mentre Ferrari ha mostrato un progresso più contenuto, pari allo 0,7%. Anche le utility hanno contribuito al rialzo: Enel è avanzata del 2%, Snam dell'1,66% e Italgas dell'1%, quest'ultima con un riferimento al suo ingresso nel mercato portoghese.
Petrolio in calo e settori in sofferenza: Fincantieri e banche
Nonostante il generale ottimismo, alcuni settori hanno registrato flessioni. Eni ha chiuso in territorio positivo con un rialzo dello 0,75%, un dato significativo considerando il contemporaneo calo del prezzo del greggio. Il Wti ha infatti arretrato del 4,5%, scendendo a 88,7 dollari al barile, mentre il Brent ha perso il 3,1%, attestandosi a 99,14 dollari al barile. In controtendenza rispetto all'andamento generale, Fincantieri ha subito una perdita del 3,88%, mantenendosi sotto pressione fino alla chiusura della seduta.
Il comparto bancario ha mostrato una generale debolezza. Bper ha ceduto l'1,7% e Banco Bpm ha registrato un arretramento dell'1,08%.
Le flessioni sono state più contenute per altri istituti di credito: Intesa ha perso lo 0,65%, Unicredit è scesa dello 0,6% e Mps ha registrato un calo dello 0,35%. Mediobanca, invece, ha mantenuto una sostanziale stabilità, chiudendo la giornata senza variazioni significative.