La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha formalmente richiesto ad Amt di bloccare qualsiasi aumento retributivo destinato al personale dirigente. La comunicazione, resa nota a Genova l’8 ottobre 2026, si inserisce nel contesto del piano di risanamento della società di trasporto pubblico, un documento cruciale già approvato dall’assemblea dei soci. Nel testo inviato, la sindaca ha chiaramente ribadito che tale piano impone un rigoroso contenimento dei costi che deve estendersi a tutto il personale, senza esclusioni, e quindi inclusa la dirigenza.

In un’ottica di massima trasparenza e rigore, la sindaca Salis ha sollecitato il ritiro immediato di ogni decisione aziendale che possa comportare incrementi salariali, anche qualora questi si manifestino sotto forma di fringe benefit.

La sua posizione è strettamente correlata al grave stato di crisi in cui versa Amt, una condizione che, a suo dire, è del tutto incompatibile con qualsiasi forma di incremento retributivo, fatta eccezione per quelli che derivano esclusivamente dagli adeguamenti previsti dalla contrattazione collettiva nazionale.

La posizione della sindaca sul contenimento dei costi

Nel suo intervento, la sindaca Salis ha fortemente richiamato l'attenzione sul momento di grandi sacrifici che sta coinvolgendo l'intera comunità: dall'amministrazione comunale ai dipendenti della stessa Amt, fino ai cittadini, tutti impegnati nel complesso percorso di salvataggio della società. Ha sottolineato con fermezza la necessità che tutti gli attori coinvolti facciano la propria parte, contribuendo attivamente al rispetto del piano di risanamento.

A tal proposito, Silvia Salis ha dichiarato: «Ho chiesto ad Amt di bloccare ogni aumento retributivo per il personale dirigente, anche figurativo. L'impegno condiviso e il rispetto dei principi contenuti nel piano di risanamento sono l'unica via per salvare la nostra società di trasporto, mantenerla pubblica e garantirne il definitivo rilancio».

Il punto centrale della comunicazione inviata dalla sindaca si concentra, dunque, sugli aumenti per i dirigenti, includendo esplicitamente non solo gli incrementi diretti dello stipendio, ma anche quelli indirettamente collegati a beni o servizi che, a tutti gli effetti, sono considerati parte integrante della retribuzione. La richiesta di Silvia Salis si estende a ogni singola decisione aziendale che possa generare incrementi per il personale dirigente, mantenendo però esclusi dal blocco gli adeguamenti che scaturiscono legittimamente dalla contrattazione collettiva nazionale.

La questione dei fringe benefit nelle retribuzioni dirigenziali

Il tema dei fringe benefit ha assunto una rilevanza particolare nel dibattito sulle retribuzioni dei dirigenti Amt, specialmente in relazione al confronto tra i dati del 2025 e del 2026. A tal riguardo, l’azienda ha tenuto a precisare che alcune delle cifre rese pubbliche includono non solo la retribuzione monetaria diretta, ma anche il valore di beni e servizi che sono considerati a tutti gli effetti parte della retribuzione ai fini fiscali e previdenziali. Tra gli esempi più comuni di tali benefici, sono state indicate le polizze assicurative e altri valori che contribuiscono a comporre il pacchetto retributivo complessivo dei dirigenti. Questa specificazione è fondamentale per comprendere la composizione degli emolumenti e le dinamiche degli incrementi.