Vincenzo Tortorelli, segretario generale della Uil Basilicata, ha lanciato un appello urgente da Potenza, evidenziando la gravità del caro carburante e della fiscalità energetica. In una nota diffusa il 16 ottobre 2026, Tortorelli ha sottolineato come questo tema debba essere affrontato a livello nazionale, coinvolgendo attivamente il Governo e tutte le parti sociali.
Il sindacalista ha insistito sulla necessità che dalla Basilicata parta una posizione comune e decisa. L'obiettivo è avviare una vera e propria battaglia comune nei confronti del Governo nazionale, focalizzata sul costo dei carburanti, sulle accise e sulla ricerca di nuovi equilibri di mercato.
Questa mobilitazione, ha spiegato Tortorelli, dovrebbe vedere la partecipazione congiunta di istituzioni, organizzazioni sindacali, rappresentanze del mondo agricolo, autotrasportatori, imprese e amministrazioni locali. La richiesta è chiara: un confronto ampio che tenga insieme le problematiche legate ai carburanti, la fiscalità, il sostegno alle filiere produttive e la fondamentale tutela dei redditi da lavoro.
Il ruolo della Regione Basilicata nella crisi energetica
Pur riconoscendo che la Regione Basilicata non possiede la facoltà di intervenire direttamente sul prezzo del petrolio né di modificare autonomamente le accise, il segretario generale della Uil ha evidenziato che l’attesa di decisioni a livello nazionale non può in alcun modo tradursi in un immobilismo regionale.
Al contrario, le competenze e le risorse regionali devono essere prontamente impiegate per contenere e mitigare alcuni degli effetti più immediati della crisi che sta colpendo il territorio.
Tra le misure concrete indicate dalla Uil Basilicata figurano il sostegno mirato per le imprese agricole e l’autotrasporto, settori particolarmente colpiti dall'aumento dei costi. È inoltre essenziale garantire un supporto alle filiere produttive maggiormente esposte, verificare e facilitare le condizioni di accesso al credito per le aziende in difficoltà e, soprattutto, assicurare la tutela dei livelli occupazionali. La crisi del carburante, ha ribadito il sindacato, non si limita a colpire singole categorie produttive, ma coinvolge trasversalmente lavoratori, famiglie, la fornitura di servizi essenziali e la disponibilità di beni di prima necessità, minacciando l'intero sistema economico e sociale lucano.
L'impatto su agricoltori, autotrasportatori e cittadini lucani
L’intervento di Vincenzo Tortorelli si inserisce nel contesto di una crescente mobilitazione di agricoltori, autotrasportatori e cittadini, uniti nella protesta contro il caro carburante. La Uil Basilicata ha sottolineato con forza come un eventuale blocco o una prolungata difficoltà per chi produce e chi trasporta merci possa avere ripercussioni estremamente gravi sull’intero sistema economico e sociale della regione. Gli effetti negativi si manifesterebbero in modo tangibile sui lavoratori, molti dei quali percorrono quotidianamente numerosi chilometri per raggiungere il proprio posto di lavoro, e sulle famiglie, già esposte a un significativo aumento delle spese quotidiane.
Inoltre, le attività delle filiere produttive e dei servizi essenziali subirebbero un impatto diretto, con conseguenze sulla disponibilità e sul costo dei beni di prima necessità. La Uil Basilicata ha quindi lanciato un monito: se si fermano i trattori e i camion, si rischia di fermare il futuro della regione. Per questo, è indispensabile che le istituzioni e le parti sociali lucane costruiscano una risposta unitaria e responsabile, capace di affrontare con determinazione questa emergenza e di salvaguardare il benessere della comunità.