Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha indicato l'obiettivo di raggiungere un'intesa con Electrolux entro la fine di ottobre. L'annuncio è giunto ad Ancona il 2 ottobre 2026, a margine di un evento di Confindustria, in vista dell'incontro previsto lunedì 5 ottobre al Mimit con la multinazionale svedese e le rappresentanze sindacali. Il confronto si rende necessario dopo l'annuncio del piano che prevede 1.450 esuberi e la chiusura di uno stabilimento produttivo nelle Marche.

Urso ha collegato l'urgenza dell'accordo alla necessità di tutelare la presenza produttiva in Italia.

«Dobbiamo salvaguardare l'Italia e per farlo è necessario chiudere un'intesa entro il mese di ottobre con Electrolux», ha dichiarato il ministro. Il dossier riguarda la gestione dei 1.450 esuberi annunciati, la prospettata chiusura del sito marchigiano e il confronto con le organizzazioni sindacali chiamate al ministero insieme ai rappresentanti dell’azienda.

La mobilitazione sindacale e il tavolo al Mimit

La riunione di lunedì 5 ottobre al Ministero delle Imprese e del Made in Italy è il passaggio indicato per affrontare il piano di Electrolux con azienda e sindacati. Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato otto ore di sciopero entro il 5 ottobre e un presidio dei lavoratori davanti al Mimit nella stessa giornata del confronto.

Le sigle contestano il trasferimento della produzione da Cerreto d’Esi alla Polonia, la prospettata chiusura dello stabilimento marchigiano, gli esuberi annunciati in Italia e la disdetta degli accordi aziendali sulla produzione.

Nel quadro della vertenza, al piano da 1.450 esuberi in Italia si affiancano le questioni dei contratti a termine e dei rapporti già cessati senza rinnovo indicate nel confronto sindacale. Le organizzazioni dei metalmeccanici hanno collegato il presidio alla richiesta di mantenere stabilimenti, volumi produttivi, occupazione e condizioni di lavoro. Il punto resta inserito nel negoziato al ministero, dove l’incontro con Electrolux arriva dopo le comunicazioni dell’azienda sulla riduzione occupazionale e sulla chiusura del sito nelle Marche.

La questione europea e le regole del settore

Urso ha richiamato anche il livello europeo della vertenza e il tema delle regole per il comparto degli elettrodomestici. «Abbiamo portato nell'agenda europea la revisione delle regole per l'elettrodomestico».