A Roma, il 5 novembre 2026, Giuseppe Siani, capo del Dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d’Italia, è intervenuto in audizione alla commissione d’inchiesta sulle banche. Ha trattato digitalizzazione della finanza, intelligenza artificiale e resilienza operativa. Siani ha evidenziato come l’evoluzione tecnologica offra opportunità, ma aumenti i rischi operativi e cyber. Il comparto, digitale e influenzato dall’IA, presenta “opportunità importanti” ma “aumenta i rischi operativi e cibernetici”. Il capo della Vigilanza ha sottolineato il legame tra innovazione, resilienza operativa e stabilità finanziaria, richiamando gli intermediari a comprendere e anticipare gli effetti della digitalizzazione.
Adattamento e gestione delle dipendenze
Siani ha chiarito che il rispetto formale delle regole non è sufficiente. Gli intermediari devono comprendere e anticipare i riflessi della trasformazione digitale, governare le dipendenze tecnologiche e preservare funzioni essenziali e servizi critici. Ciò include investimenti in tecnologie, controlli e competenze, oltre alla valutazione dei rischi legati a terze parti.
La rapidità di adattamento è un fattore strategico per la sostenibilità del modello operativo degli intermediari. L’operatività bancaria e finanziaria è modificata da strumenti digitali e IA che impattano processi, servizi e presidi. La gestione dei rischi non è un adempimento isolato, ma parte integrante della capacità degli intermediari di mantenere la continuità dei servizi e presidio sulle infrastrutture.
La resilienza: priorità dei vertici
Sulla resilienza, Siani ha indicato che essa non può essere affidata solo alle funzioni tecniche. La resilienza operativa deve diventare un obiettivo aziendale prioritario, con il coinvolgimento dei vertici, per integrare la capacità di resistere e recuperare da interruzioni.