Ben sette Stati membri dell’UE sono andati alle urne prima della Spagna per il rinnovo del parlamento nel 2015, mentre in Francia e in Olanda si è votato rispettivamente per eleggere le amministrazioni regionali e provinciali. Un elemento caratterizzante è stata la crescita esponenziale della destra nazionalista, xenofoba ed euroscettica. Il caso più estremo in Polonia, con il successo di una coalizione di estrema destra in cui spicca “Diritto e Giustizia” il cui leader è l’ex premier Jaros Kaczynski.

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Ma anche in Danimarca, dove il primo ministro Lars Rasmussen ha ottenuto la maggioranza grazie all’alleanza tra il suo Partito Liberale ed il Partito del Popolo Danese. La destra entra al governo anche in Estonia e Finlandia dove ai partiti più votati servivano comunque i numeri per un governo stabile.

Vittorie annunciate per Tsipras e Cameron

Alexis Tsipras rappresenta la controtendenza, la sinistra ha vinto in Grecia in entrambe le tornate elettorali a gennaio e settembre ma SYRIZA ha dovuto fare i conti con la destra per avere la maggioranza. Altra vittoria annunciata è stata quella dei Conservatori nel Regno Unito con la conferma del premier David Cameron. È durato pochissimo in Portogallo il governo-bis di Pedro Passos Coelho, stroncato dopo poco più di un mese dalla mozione di sfiducia presentata da un blocco di tre partiti della sinistra lusitana. In Francia soltanto l'alleanza tra socialisti e repubblicani ha fermato l’ascesa della destra nazionalista di Marine Le Pen alle regionali mentre il voto delle provinciali attesta l’estrema destra di Geert Wilders come il quarto partito in Olanda.

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