Il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov ha categoricamente smentito qualsiasi coinvolgimento della Russia nella crisi migratoria di Ceuta. La dichiarazione giunge in risposta alle accuse mosse dal primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, il quale aveva puntato il dito contro Mosca riguardo alla situazione nella città autonoma spagnola. L'annuncio è stato diffuso da Mosca il 31 agosto 2026.
Peskov ha risposto in modo diretto alle contestazioni sulla presunta responsabilità russa nell'ondata migratoria che ha interessato la città spagnola. Interrogato specificamente sul legame delle autorità russe con gli eventi di Ceuta, il portavoce del presidente russo ha negato ogni connessione.
Il punto centrale della replica del Cremlino è, dunque, la netta negazione di un ruolo di Mosca nella vicenda sollevata dal premier spagnolo.
Le accuse di Madrid
Il primo ministro Pedro Sanchez aveva collegato il massiccio afflusso di migranti a Ceuta alla diffusione di disinformazione orchestrata da reti russe e israeliane. Le contestazioni si concentravano su informazioni false circolate in merito a una decisione della Corte Suprema spagnola dell'8 luglio. Tali informazioni indicavano erroneamente che i migranti giunti a Ceuta a nuoto non potessero essere rimpatriati, creando un precedente fuorviante.
Sanchez ha specificato che i social network sono stati il principale canale di diffusione di questi contenuti, associandoli esplicitamente alla Russia, a Israele e all'estrema destra internazionale.
Il premier spagnolo ha inoltre precisato che l'indagine sulle cause profonde della crisi è ancora in corso, escludendo al contempo un coinvolgimento delle autorità marocchine. La risposta di Peskov si inserisce, pertanto, proprio sul fronte che riguarda Mosca, respingendo con fermezza l'attribuzione di responsabilità alla Russia.
Ceuta: contesto e numeri della crisi
Ceuta è una strategica città spagnola situata sulla costa settentrionale dell'Africa, al confine con il Marocco. Gode dello status di città autonoma della Spagna e, insieme a Melilla, rappresenta una delle due enclave spagnole sul continente africano. La sua peculiare posizione geografica la rende un cruciale punto di frontiera tra il territorio spagnolo e il Marocco.
Nel contesto di questa crisi migratoria, il 30 luglio si è registrato un afflusso senza precedenti: oltre 60.000 migranti hanno attraversato la frontiera tra Marocco e Ceuta, sia a nuoto che via terra. La stragrande maggioranza di questi, tuttavia, ha fatto rientro in Marocco entro due giorni. La Spagna ha reagito inviando militari nella città per gestire l'emergenza, mentre il sindaco di Ceuta, Juan Jesus Vivas, ha descritto la situazione come una catastrofe umanitaria.