Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è intervenuto al Consiglio di sicurezza dell'Onu a New York il 23 settembre 2026, richiamando l'attenzione sulle crescenti minacce ibride attribuite alla Russia. Tali attività, ha sottolineato il ministro, mettono a rischio la sicurezza europea e richiedono una risposta coesa. Nel suo discorso, Tajani ha evidenziato la necessità di mantenere una posizione comune in Europa e ha espresso solidarietà alla Germania per gli incidenti verificatisi all'aeroporto di Lipsia.
Nel dettaglio del suo intervento, il capo della diplomazia italiana ha dichiarato: “Le crescenti minacce ibride della Russia mettono a rischio la sicurezza europea.
Abbiamo espresso la nostra solidarietà alla Germania per gli incidenti all'aeroporto di Lipsia. L'Europa rimarrà unita”. Questa affermazione si inserisce nel più ampio confronto alle Nazioni Unite, incentrato sulle attività ibride e sulle tensioni che interessano la sicurezza del continente europeo.
L'appello a evitare l'escalation e la posizione italiana
Affiancando al riferimento alle minacce ibride un chiarimento essenziale, il ministro degli Esteri ha delineato la posizione dell'Italia nei confronti di Mosca. “È fondamentale evitare qualsiasi escalation e vogliamo essere molto chiari: l'Italia non è in guerra con la Russia”, ha dichiarato Tajani. Questa frase ha definito il perimetro del messaggio italiano al Consiglio di sicurezza dell'Onu: attenzione ai rischi per l'Europa, solidarietà agli alleati colpiti da incidenti specifici e la chiara assenza di uno stato di guerra tra Italia e Russia.
Il riferimento alla Germania concerne gli incidenti all'aeroporto di Lipsia, come menzionato nel discorso di Tajani. In questo contesto, la solidarietà italiana è stata associata alla necessità di preservare l'unità europea. Il ministro ha riunito nel medesimo intervento tre elementi cruciali: la protezione della sicurezza europea, gli episodi che hanno coinvolto un'infrastruttura tedesca e l'esigenza di scongiurare un aumento delle tensioni.
Il panorama europeo e le attività ibride
Nel contesto del dibattito in corso alle Nazioni Unite, numerosi ministri europei hanno puntato il dito contro una serie di operazioni coperte attribuite a Mosca. Tra queste attività sono stati indicati sabotaggi, cyberattacchi, incursioni di droni e altre forme di operazioni clandestine.
Funzionari provenienti dai Paesi del fianco orientale della NATO hanno descritto un aumento nell'utilizzo di questi strumenti non convenzionali. Tuttavia, gli stessi funzionari hanno tenuto a distinguere chiaramente tali attività ibride dalla prospettiva di un attacco militare diretto contro il territorio dell'Alleanza Atlantica.