Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha espresso profondo cordoglio per le cinque vittime dell'attacco con droni russi che ha colpito un autobus passeggeri a Nikopol. Il raid, avvenuto nel distretto di Nikopol, nella regione di Dnipropetrovsk, nel sud del Paese, è stato duramente condannato dal leader ucraino, che lo ha definito un atto privo di logica militare. "Non c'è alcuna logica militare in tutto questo, solo un altro atto di brutalità", ha dichiarato Zelensky, sottolineando la natura indiscriminata dell'aggressione contro un mezzo di trasporto civile, talvolta descritto anche come minibus passeggeri.
Il bilancio dell'attacco all'autobus è tragico: cinque persone sono morte sul posto e almeno sette sono rimaste ferite, necessitando di immediate cure mediche. Oleksandr Hanzha, capo dell'amministrazione militare regionale, ha confermato i dettagli delle vittime. Il presidente Zelensky ha collegato questo episodio a una più ampia serie di attacchi russi mirati contro le infrastrutture di trasporto, la logistica e altri settori critici del Paese, ribadendo l'importanza fondamentale della protezione dei civili in questo conflitto.
Gli altri attacchi indicati da Zelensky
Oltre all'aggressione a Nikopol, il presidente Zelensky ha denunciato un altro attacco russo notturno, questa volta diretto contro le infrastrutture ferroviarie nella regione di Mykolaiv.
Il raid ha colpito specificamente la locomotiva di un treno passeggeri, causando danni significativi sia alla stazione ferroviaria che al mezzo stesso, identificato come una locomotiva diesel. Fortunatamente, grazie all'intervento tempestivo della compagnia ferroviaria statale ucraina, quasi 170 passeggeri sono stati evacuati in sicurezza prima che il convoglio venisse raggiunto dall'attacco.
Zelensky ha inoltre riportato un ulteriore attacco contro una locomotiva elettrica a Kovel, una città situata nel nord-ovest dell'Ucraina, evidenziando la strategia russa di colpire la rete di trasporto nazionale. Parallelamente, i vigili del fuoco sono stati impegnati in diverse località, tra cui Kiev, Kherson, Donetsk e Poltava, per domare incendi scaturiti da altri episodi bellici.
Il leader ucraino ha ribadito con forza la necessità di proteggere la vita delle persone comuni e l'intera popolazione civile, sottolineando la natura disumana di questi attacchi.
Il contesto ferroviario degli attacchi
Gli episodi descritti delineano un quadro preoccupante di aggressioni mirate sia ai mezzi di trasporto passeggeri che alle infrastrutture ferroviarie vitali per il Paese. L'attacco a Mykolaiv, che ha visto l'evacuazione di quasi 170 passeggeri da un treno prima del raid, e quello a Kovel, che ha preso di mira una locomotiva elettrica, evidenziano la vulnerabilità della rete. È stato inoltre richiamato che la rete ferroviaria ucraina opera con uno scartamento di 1.520 millimetri, un dettaglio tecnico che sottolinea l'importanza strategica di queste linee per la mobilità e la logistica nazionale.