Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha lanciato una grave accusa, affermando che l'aereo presidenziale su cui viaggiava è stato preso di mira dalla Russia per ben due volte nelle scorse settimane. Gli episodi, che avrebbero coinvolto l'ingresso di droni nello spazio aereo moldavo, si sarebbero verificati in concomitanza con i passaggi del velivolo da Chisinau, sia all'andata, durante il viaggio verso la Norvegia, sia al ritorno. La denuncia del leader ucraino getta luce su una presunta strategia di intimidazione che avrebbe avuto come obiettivo il suo stesso mezzo di trasporto aereo.

Il primo attacco durante il transito in Moldavia

Il primo incidente si è verificato in un contesto di grande tensione, quando l'aereo presidenziale di Zelensky si trovava in Moldavia. Il presidente ucraino ha dichiarato esplicitamente: “In Moldavia, il mio aereo presidenziale era lì, ed è per questo che hanno attaccato la Moldavia”. Questa affermazione attribuisce direttamente a Mosca la responsabilità dell'azione, collegandola alla presenza del velivolo nello spazio aereo moldavo. Un episodio simile, sebbene con dettagli diversi, era già stato segnalato in precedenza dal premier norvegese Jonas Gahr Store. Secondo quella ricostruzione, l'aereo di Zelensky sarebbe stato quasi colpito da un drone proprio nello spazio aereo moldavo mentre decollava in direzione di Oslo per una visita ufficiale.

La denuncia di Zelensky rafforza l'idea di un'azione mirata, evidenziando la presenza di droni in Moldavia come elemento ricorrente in entrambi gli episodi.

Il secondo episodio al rientro attraverso Chisinau

La gravità della situazione è stata ulteriormente sottolineata dalla rivelazione di un secondo episodio, avvenuto durante il viaggio di ritorno in Ucraina. In questa circostanza, il presidente ucraino ha riferito che uno o due droni sarebbero entrati nello spazio aereo moldavo mentre il suo aereo rientrava, passando nuovamente da Chisinau. Questo dettaglio, che non era stato precedentemente reso noto, amplia il quadro delle minacce percepite, indicando una ripetizione del modus operandi. Zelensky ha interpretato questi due incidenti come parte di una più ampia pressione esercitata dalla Russia non solo su di lui, ma anche su altri leader stranieri.

Le autorità ucraine, dal canto loro, avrebbero espresso preoccupazioni per la sicurezza dei membri della delegazione presidenziale, evidenziando la serietà delle minacce riscontrate in queste recenti settimane.