Da Mosca, il 19 ottobre 2026, il portavoce del presidente russo Dmitry Peskov ha rilasciato dichiarazioni significative sui disordini in Europa, descrivendoli come una grave crisi che, a suo dire, rasenta il caos. Durante un incontro con i giornalisti, Peskov ha collegato esplicitamente la situazione alle principali città francesi, all’Italia e ad altri Paesi del continente. Nonostante la serietà della valutazione, il portavoce ha tenuto a precisare che la vicenda rientra nella sfera delle questioni interne agli Stati membri dell’Unione Europea.
Il rappresentante del Cremlino ha indicato la Francia come il focolaio iniziale di questa complessa situazione. Ha affermato che la dinamica, partita dalle maggiori città francesi, si è già diffusa, rendendosi visibile con un'estensione preoccupante anche in Italia e in altre nazioni europee. Sebbene sia difficile stabilire con certezza se la crisi abbia una natura intrinsecamente sistemica o non sistemica, il Cremlino la considera in ogni caso di estrema gravità e meritevole di attenzione.
La posizione ufficiale del Cremlino sui disordini europei
Nelle sue dichiarazioni, Peskov ha abilmente combinato due elementi cruciali: la valutazione della profonda serietà dei disordini e una chiara delimitazione politica del tema.
Ha enfaticamente parlato di una crisi grave, ma ha al contempo ribadito con fermezza che essa costituisce una questione interna ai Paesi direttamente interessati. Questa specifica formulazione colloca il commento del Cremlino sul piano delle dichiarazioni ufficiali, senza tuttavia suggerire l'intenzione di adottare misure concrete, avviare iniziative diplomatiche o intraprendere decisioni operative dirette in relazione alla complessa situazione europea. La posizione russa si configura quindi come un'osservazione attenta ma distaccata.
Nel medesimo contesto, il portavoce ha respinto con decisione quelle che ha definito "absurd accusations" (accuse assurde) riguardanti un presunto coinvolgimento della Russia nei disordini in Europa.
Questa ferma dichiarazione si affianca alla lettura già espressa sulla natura prettamente interna della crisi che sta interessando i Paesi dell’Unione Europea. Il riferimento principale rimane saldamente incentrato sui disordini e sulle proteste che hanno avuto luogo, in particolare, in Francia.
Il contesto delle proteste in Francia e la loro estensione
Il quadro di riferimento richiamato dalle dichiarazioni di Peskov include specificamente le proteste avvenute il 17 ottobre a Parigi e in altre città francesi. Queste manifestazioni di massa hanno assunto in diverse località forme particolarmente violente e distruttive, caratterizzate da ampi disordini, incendi dolosi appiccati a edifici municipali, saccheggi indiscriminati di negozi e attacchi diretti a stazioni di polizia.
Tali eventi rientrano pienamente nel contesto descritto da Peskov quando ha menzionato una situazione critica partita dalle città francesi e successivamente indicata come estesa anche ad altri Paesi europei, evidenziando la portata e la gravità del fenomeno.