Un'importante intesa è stata raggiunta all'Eurocamera nella notte del 20 ottobre 2026, coinvolgendo i principali gruppi politici: il Ppe, i Socialisti e Renew. L'accordo si concentra su due dossier cruciali per il futuro industriale europeo: le norme per l'automotive e l'Industrial Accelerator Act. Questa convergenza politica mira a bilanciare la necessità di una maggiore flessibilità per i costruttori con l'impegno irrinunciabile verso gli obiettivi climatici stabiliti nel confronto parlamentare. La presidente del gruppo dei Liberali, Valerie Hayer, ha inoltre suggerito che l'intesa potrebbe aprire la strada a possibili aggiustamenti anche per le normative relative all'Ets2, ampliando così il raggio d'azione dell'accordo.

Il cuore di questo compromesso politico risiede nel duplice riferimento alla neutralità tecnologica e al fermo mantenimento degli obiettivi climatici. Fonti parlamentari hanno sottolineato come questi due principi siano le colonne portanti dell'intesa. In particolare, la posizione dei Socialisti chiarisce la natura del compromesso, confermando inequivocabilmente la direzione intrapresa verso la mobilità elettrica, pur concedendo ai produttori un grado limitato di flessibilità aggiuntiva per il raggiungimento di tali ambiziosi traguardi. La formula adottata dai Socialisti è esplicita: “La transizione verso la mobilità elettrica rimane l'obiettivo chiaro, mentre i costruttori ottengono un grado limitato di flessibilità aggiuntiva nel raggiungimento degli obiettivi”.

Questo approccio intende garantire che, pur concedendo margini di manovra, la rotta verso una decarbonizzazione efficace del settore non venga deviata.

Il perimetro dell’accordo parlamentare

L'accordo siglato coinvolge direttamente i tre gruppi politici più influenti del Parlamento europeo: il Ppe, i Socialisti e Renew. Il suo ambito di applicazione si estende a due ambiti legislativi strettamente interconnessi con il settore industriale e, in particolare, con quello automobilistico: le revisioni delle norme sull'automotive e l'implementazione dell'Industrial Accelerator Act. Un aspetto fondamentale della formulazione di questa intesa è la conferma inalterata degli obiettivi climatici, che continuano a rappresentare il quadro politico di riferimento, come evidenziato dalle fonti parlamentari.

Contestualmente, viene introdotta una flessibilità, definita come limitata, destinata ai costruttori per facilitare il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

All'interno di questo perimetro delineato, si inserisce anche la potenziale correlazione con l'Ets2, il sistema di scambio di quote di emissione. Valerie Hayer ha infatti collegato l'accordo alla possibilità di apportare aggiustamenti alle normative su questo fronte. Tuttavia, il fulcro dell'intesa rimane saldamente ancorato alla revisione delle regole per il settore automotive e all'attuazione dell'Industrial Accelerator Act. Il principio di neutralità tecnologica viene ribadito congiuntamente al mantenimento degli obiettivi climatici, delineando una formulazione che armonizza il percorso di decarbonizzazione con la necessità di concedere uno spazio di adattamento strategico per i costruttori del settore.

Il precedente confronto tra Francia e Germania

In un contesto precedente a questa intesa parlamentare, il 15 ottobre 2026, a margine del Consiglio europeo, si era registrato un accordo provvisorio tra Francia e Germania. L'obiettivo di tale intesa era quello di coordinare le rispettive posizioni su due testi europei di grande rilevanza, indicati come.