Le organizzazioni sindacali francesi si orientano verso una mobilitazione di ampia portata, con obiettivo di sciopero generale, a partire dal 5 novembre. La decisione segue un incontro a Parigi, a Matignon, tra sindacati e il premier Sébastien Lecornu. La CGT, maggiore sindacato francese, tramite la segretaria generale Sophie Binet, ha invocato uno sciopero centrale nella protesta. Notizia diffusa il 21 ottobre 2026.

Al termine della riunione con Lecornu, Sophie Binet ha delineato la posizione della CGT: "Lo sciopero deve prendere il sopravvento." L'appello mira a una "più ampia mobilitazione possibile per il 5 novembre," con invito ad assemblee nei luoghi di lavoro per "estendere lo sciopero anche nei giorni successivi," indicando una protesta prolungata.

Confronto a Matignon: le accuse sindacali

Il confronto con il governo si è svolto a Matignon, Parigi, alla presenza del premier Sébastien Lecornu. L'esito ha generato delusione. Sophie Binet ha accusato l'esecutivo di non aver considerato le richieste. La segretaria generale della CGT ha affermato: "Le nostre rivendicazioni non sono state affatto prese in considerazione," riassumendo il netto dissenso del sindacato sull'esito del colloquio.

L'appello della CGT si inserisce in un quadro di mobilitazione che coinvolge più organizzazioni sindacali francesi. Le principali sigle hanno chiamato a un ampio movimento per il 5 novembre, dopo gli incontri a Matignon. Mentre la CGT ha formulato la parola d'ordine di sciopero generale, la CFDT, tramite la segretaria generale Marylise Léon, ha richiesto una "grande mobilitazione" per la medesima data, evidenziando comune intenzione di protesta.

Le rivendicazioni alla base della protesta

Nel dialogo con il governo, le organizzazioni sindacali hanno collegato la prossima mobilitazione alle rivendicazioni già emerse durante le manifestazioni del 17 ottobre. Questa continuità sottolinea la persistenza delle problematiche e la determinazione dei sindacati a ottenere risposte concrete.