Il 15 ottobre 2026, Mario Conte, sindaco di Treviso, ha partecipato a Bruxelles al Board del Patto dei Sindaci dell’Unione europea, un organismo di rilievo dove ricopre l'esclusivo ruolo di rappresentante italiano. L'incontro, svoltosi nella capitale belga, ha posto al centro del dibattito la cruciale necessità di un accesso più diretto e semplificato ai finanziamenti europei. L'obiettivo primario è ottenere maggiori risorse per affrontare le crescenti sfide legate alla crisi abitativa e a quella energetica, promuovere investimenti mirati all’efficientamento degli edifici e sostenere interventi concreti nel contrasto ai cambiamenti climatici.
Le istanze presentate da Conte sono state condivise da un gruppo di dieci sindaci europei, tutti riuniti a Bruxelles in occasione del Board. Il punto focale delle loro richieste ha riguardato il ruolo strategico delle amministrazioni locali nella programmazione e nell'utilizzo delle risorse comunitarie. È emersa l'esigenza di procedure decisamente più snelle e di strumenti finanziari che siano direttamente accessibili ai Comuni, senza intermediari burocratici. Il sindaco Conte ha sottolineato il legame indissolubile tra la disponibilità di fondi e le priorità sociali e ambientali che le città si trovano ad affrontare quotidianamente. «Abbiamo individuato due grandi priorità – ha affermato Conte –: l'energia e la casa, che incidono profondamente sulla qualità della vita delle persone».
Fondi europei: priorità a casa ed energia per i Comuni
La richiesta unanime dei sindaci europei si concentra sulla possibilità per i Comuni di accedere direttamente ai fondi europei, con l'obiettivo di ridurre significativamente i passaggi burocratici e accelerare i tempi di realizzazione degli interventi. Il confronto ha toccato temi fondamentali come il costante aumento del costo dell’energia, la scarsa disponibilità di abitazioni accessibili per tutti, l’importanza cruciale dell’efficienza energetica degli edifici esistenti e la necessità impellente di una profonda riqualificazione urbana. Conte ha evidenziato l'urgenza di agire con prontezza in questi settori vitali: «Dobbiamo correre – ha precisato – perché la crisi energetica e quella dell'abitare non aspettano i tempi dei provvedimenti di Bruxelles».
Il nesso tra le politiche abitative, i costi energetici e gli effetti dei cambiamenti climatici ha rappresentato uno dei pilastri centrali della discussione. La posizione espressa dal sindaco di Treviso enfatizza la necessità di garantire ai cittadini case accessibili, che siano al contempo efficienti sotto il profilo energetico e adeguatamente preparate a fronteggiare gli impatti dei fenomeni climatici. In questo contesto, assumono particolare rilevanza l’efficientamento degli edifici esistenti, la promozione della riduzione dei consumi e la complessiva riqualificazione delle città. Tutti questi ambiti sono strettamente correlati alla richiesta di ottenere fondi europei che siano più semplici da utilizzare e gestire per le amministrazioni locali, permettendo così una risposta più efficace e tempestiva alle esigenze dei territori.