Alice Weidel, leader di Alternative für Deutschland (AfD), è intervenuta il 21 ottobre 2026 al Parlamento europeo di Strasburgo, criticando l’accordo di Schengen e la gestione europea delle frontiere. Weidel ha collegato la protezione dei confini alla sovranità degli Stati, affermando che, se l’Unione europea non tutela le frontiere esterne, spetta ai singoli Stati proteggere i confini nazionali.
La leader di AfD ha dichiarato: “La protezione dei confini è una prerogativa degli Stati sovrani”. Ha aggiunto: “Se l'accordo di Schengen non funziona più, dobbiamo uscirne”.
Ha quindi sostenuto la necessità per gli Stati di difendere autonomamente le frontiere se il sistema europeo si rivelasse inefficace.
La posizione di Alternative für Deutschland
Questa linea è la posizione di Alternative für Deutschland, indicata da Weidel. La leader tedesca ha collegato la questione ai compiti fondamentali dei trattati europei, affermando che, se l’Europa fallisce, gli Stati dovrebbero avere il diritto di porre il veto e di chiamarsi fuori da una situazione da lei definita “caotica e disordinata”.
In conferenza stampa, Weidel ha anche affermato che questa non è la sua idea di Europa. Ha espresso contrarietà alla perdita di casa e identità degli europei per persone dall’estero che, a suo dire, portano “scompiglio” nei Paesi.
La leader di AfD ha sostenuto che queste persone non devono essere accolte, ma trattenute e, successivamente, espulse.
L'area Schengen e le sue funzioni
Il tema richiamato da Weidel riguarda l’area Schengen, un sistema basato sull’abolizione dei controlli alle frontiere interne tra i Paesi membri. Esso promuove la cooperazione su frontiere esterne, visti di breve durata, sistemi informatici e collaborazione di polizia e giudiziaria. Schengen garantisce la libera circolazione a oltre 450 milioni di cittadini dell’Unione europea e ai cittadini di Paesi terzi che vi risiedono legalmente.