Nella giornata del 12 febbraio l'asta BOT annuale tocca rendimento 0,676% lordo, e anche per lo #spread BTP-bund il rendimento conosce nuovi minimi dal 2006 (sulla differenza trai tassi dei decennali). Le quotazioni per BOT e BTP danno da pensare a tanti piccoli investitori italiani: cosa conviene fare in questo momento?

Asta BOT, rendimento e quotazioni

Successo per l'asta BOT, il rendimento allo 0,676% è un ottima notizia per il Tesoro, che ha collocato titoli per un valore di 8 miliardi. Si tratta di buone notizie per il Tesoro e di riflesso anche per i cittadini italiani, meno per gli investitori italiani. Come spiega Giuditta Marvelli su Il Corriere, infatti, il rendimento netto dei BOT scende fino allo 0,288% (secondo Assiomforex), con inflazione che all'ultima rilevazione del mese scorso ferma allo 0,656%.

Di conseguenza, dopo l'asta BOT e gli aggiornamenti su quotazione e rendimento dei BOT, Marvelli ipotizza per gli investitori un possibile spostamento ai BTP a due anni che permettono interessi all'1,40%, all'incirca.

Rendimento BTP, quotazioni, spread e interessi

Come spiegano gli esperti, la giornata di ieri incide sul rendimento dei BTP, lo spread con i bund scende a 197 punti per poi risalire leggermente (199 punti), il rendimento dei BTP a due anni giunge allo 0,86% e le quotazioni dei BTP a cinque anni generano rendimento al 2,22%.

Occorre notare che il rendimento dei BTP al netto delle tasse, per i titoli a medio termine, resta ancora sotto il 2 per cento, mentre a 10 anni si resta attorno al 3,6% lordo. Per i piccoli investitori privati italiani continuano a essere appetibili, quindi, i rendimenti dei conti deposito, che con vincoli da 1 a 2 anni rendono fino al 3 per cento o poco più.

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