Per trovare la copertura necessaria a garantire nel 2015 i famosi 80 euro in più in busta paga, il governo ha approvato un aumento della tassazione sulle rendite finanziarie, quindi conti correnti e interessi (ma anche libretti postali e certificati di deposito) per i depositi dal 20 al 26%. Tradotto in cifre significa che ben 755 milioni arriveranno dal prelievo sui conti correnti. A conti fatti quindi a pagare per questo bonus sono le famiglie e i liberi professionisti con i loro risparmi.

Ma sono anche gli stessi beneficiari della detrazione. Più nello specifico infatti: 1.241 milioni di euro saranno recuperati da imposta sostitutiva e ritenute su interessi obbligazioni e titoli di questo genere; 206 milioni di euro si otterranno dalle ritenute su interessi e redditi di capitale di fonte internazionale; 163 milioni dalle ritenute sulle cambiali e altri redditi da capitale; 144 milioni dalle ritenute sugli utili distribuiti dalle persone giuridiche; 255 milioni dall'imposta sostitutiva applicata sul risparmio gestito; 220 milioni dall'imposta sostitutiva per il risparmio amministrato; 52 milioni dall'imposta sostitutiva relativa ai prodotti assicurativi; 755 milioni dalle ritenute sugli interessi su depositi, conti correnti, libretti postali e certificati di deposito e infine un ultimo milione di euro dalle ritenute sui proventi dei titoli e dei certificati atipici.

Gli unici strumenti finanziari esclusi dal rincaro saranno i titoli di Stato. L'aumento della tassazione scatterà dal 1° luglio 2014 anche se per l'anno in corso sarà limitato alla necessità di coprire la riduzione delle aliquote Irap con gli acconti di fine novembre. Ma la punta massima si raggiungerà nel 2016 quando a famiglie e imprese saranno prelevati in tasse sui conti oltre 1,1 miliardi