La vicenda di una riforma delle pensioni per il 2014 che integri e risolva la vertenza dei lavoratori esodati si trascina oramai da tempo e le ultime news, ancora una volta, non fanno ben sperare. La proposta di legge (pdl 224) sugli esodati 2014 doveva essere discussa in Parlamento lunedì 23 giugno, ma l'intero arco istituzionale ha chiesto un rinvio per affrontare in maniera più precisa l'annosa questione della copertura economica e finanziaria del provvedimento.
Secondo alcuni si tratta dell'ennesima dimostrazione dell'incapacità del Parlamento e del governo di risolvere una delle contraddizioni più eclatanti della riforma delle pensioni Fornero, secondo altri la notizia potrebbe essere buona perché indicherebbe finalmente una volontà politica di risoluzione.
Riforma pensioni 2014, esodati e Damiano: una soluzione ponte
Cesare Damiano, immediatamente dopo il rinvio, ha fatto sapere che probabilmente le stime dell'Inps, secondo le quali il provvedimento sugli esodati costerebbe circa 47 miliardi di euro, riguardano non tanto la platea reale ma la platea potenziale. Insomma, andrebbe ricalcolata la cifra a partire dalle esigenze reali, anche se molto probabilmente, come ha sostenuto lo stesso Damiano, bisognerà andare incontro ad una soluzione ponte che permetta di risolvere parzialmente la situazione in attesa della prossima Legge di Stabilità all'interno della quale potrà essere inserita una norma strutturale. I comitati dei lavoratori esodati si chiedono cosa è lecito attendersi per questo 2014.
Arriva allora la risposta, ancora una volta di Cesare Damiano, questa volta dalle pagine de L'Unità.
Riforma pensioni 2014, esodati e Damiano: cosa attendersi?
Cesare Damiano è tornato sulla questione degli esodati sulle pagine del quotidiano L'Unità. Il suo discorso è voluto essere a largo raggio, inquadrando la questione degli esodati all'interno di un'esigenza di riforma delle pensioni complessiva. Si torna ad utilizzare il termine "iniquo" per descrivere la riforma delle pensioni Fornero e ancora una volta Cesare Damiano ritorna sulla questione della pericolosità sociale che porta con sé la questione dei lavoratori esodati, persone che per altri cinque o sei anni non percepiranno stipendio, non percepiranno ammortizzatori sociali, non percepiranno la pensione.
Damiano, in maniera realistica e per non creare eccessivi contrasti nel governo, parla di una soluzione intermedia, una nuova salvaguardia ad esempio, che permetta ad un numero di lavoratori esodati di ottenere una pensione anticipata, ma rilancia ancora la questione di una riforma delle pensioni strutturale che oltre a risolvere la vertenza di questa tipologia di lavoratori, affronti il problema dell'età pensionistica. Damiano insiste sul fatto che un'età pensionistica fissata a 67 anni non permetterà mai un vero ricambio generazionale.
Insomma, cosa attendersi sul fronte di una riforma delle pensioni 2014 per gli esodati? Al massimo una nuova salvaguardia che rinvierà ancora una volta al momento della discussione della Legge di Stabilità 2015 la possibile risoluzione strutturale. Buone notizie? Sì e no allo stesso tempo.