A poca distanza dalle dichiarazioni in merito all'immediata applicazione della sentenza della Corte Costituzionale - diffuse e riportate da tutti gli organi di stampa -, che sono state date per provenienti da fonti vicine alla Consulta, il quotidiano La Repubblica riporta la smentita e le dichiarazioni di precisazione del Presidente, Alessandro Criscuolo.

La dichiarazione rilasciata mediante una nota è la seguente: "In relazione alle notizie di stampa che attribuiscono alla corte dichiarazioni in merito alla natura autoapplicativa della decisione n.70 il presidente precisa che la corte non ha rilasciato alcuna dichiarazione al riguardo".

In sostanza, nessun Giudice avrebbe "sollecitato" a presentare domande e ricorsi per ottenere il pagamento dei ratei di pensione non corrisposti in virtù della norma dichiarata incostituzionale, che ha bloccato l'adeguamento per gli anni 2012 - 2013.

La nota della Corte Costituzionale prosegue precisando che la sentenza della Consulta produce i seguenti effetti: dal momento della pubblicazione, la norma dichiarata incostituzionale non ha più efficacia.

Pertanto, coloro che hanno subìto il blocco della perequazione della pensione possono adottare tutte le iniziative che ritengono più opportune (dalla semplice domanda alla proposizione di una vera e propria azione giudiziale).

Tutto, quindi, è rimesso alla valutazione dei destinatari della norma non più in vigore dopo la sentenza di incostituzionalità.

Analogamente, il Governo può decidere di adottare nuove misure e di emanare nuove norme, anche modificando il "livello" oltre il quale bloccare l'adeguamento delle Pensioni - limitandosi a quelle di importo più elevato - laddove dovesse essere necessario.

E' già avvenuto in passato, con il governo Prodi (che ha bloccato la perequazione delle pensioni al di sopra di 5 volte il minimo Inps) e con il governo Berlusconi (che ha bloccato l'adeguamento per le pensioni superiori a 8 volte il minimo INPS).

Una cosa è certa: la sentenza della Corte Costituzionale ha reso inefficace la norma sul blocco della perequazione delle pensioni superiori a 3 volte il minimo INPS; pertanto, le somme da corrispondere devono essere rivalutate, nella misura risultante dai conteggi che, una volta ultimati, dovranno essere resi noti.

In proposito, precisiamo che la sentenza n. 70 del 10 marzo - 30 aprile 2015 è stata ufficialmente pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, 1^ Serie Speciale, n. 18 del 6 maggio 2015. Pertanto, la c.d. "norma Fornero" è inefficace a partire da oggi 7 maggio 2015.

Dal punto di vista giuridico, infatti, la norma dichiarata incostituzionale è inefficace a partire dal giorno successivo a quello della pubblicazione della sentenza di incostituzionalità sulla Gazzetta Ufficiale.

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