L’uso dei permessi della legge 104 sotto la lente della giustizia. Un sindacalista di Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi, è stato rinviato a giudizio per uso improprio dei premessi di cui usufruiva per assistere un parente disabile. L’imputazione di cui deve rispondere il lavoratore è quella di truffa aggravata, dopo che lo stesso è già stato licenziato dalla cooperativa per la quale lavorava.

Truffa sui permessi della legge 104, accusato un sindacalista

Le indagini a carico di Comincio Attanasi, dipendente e rappresentante sindacale della cooperativa sociale Koiné, sono iniziate nel febbraio 2016 ed hanno portato il gup del tribunale di Brindisi, Tea Verderosa, a chiedere il rinvio a giudizio per truffa aggravata nei confronti dell’Inps e della cooperativa stessa.

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L’uomo usufruiva dei permessi periodici riconosciuti dalla legge 104 per assistere parenti portatori di gravi disabilità ma, secondo quanto accertato dalle indagini, trascorreva queste ore in compagnia di altre persone oppure presso l’attività commerciale gestita dalla moglie nella stessa città di Francavilla Fontana.

Gli accertamenti compiuti dai carabinieri del Nas, che hanno convinto il giudice dell’opportunità del rinvio a giudizio per il sindacalista, si aggiungono alle prove presentate dal datore di lavoro che si era avvalso del rapporto di un investigatore privato per ottenere il licenziamento per giusta causa di Attanasi.

Licenziamento già impugnato dal lavoratore 50enne con la tesi della discriminazione anti-sindacale ma respinto con la sentenza pronunciata il mese dal magistrato del lavoro Maria Forastiere.

Dopo il licenziamento, quindi, il sindacalista brindisino dovrà ora affrontare il procedimento penale per truffa e indebita percezione di provvidenze pubbliche mediante false dichiarazioni che, secondo l’articolo316 ter del Codice penale, può comportare una reclusione da sei mesi a tre anni. Nel caso però in cui la somma indebitamente percepita è pari o inferiore a 3.999,96 euro, si applica soltanto una sanzione amministrativa che può variare da 5.164 a 25.822 euro.

La prima udienza del processo per truffa a carico del sindacalista è stata fissata al prossimo 13 giugno.

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A chi spettano i permessi della legge 104

Come è noto, la legge 104 del 1992 riconosce ai lavoratori affetti da grave disabilità riconosciuta dall’Inps 3 giorni al mese di permessi retribuiti anche frazionabili a ore. Tali permessi sono riconosciuti anche ai familiari del disabile: genitori, coniugi, parte dell’unione civile, convivente di fatto, parenti o affini entro il secondo grado. Ammessi all’agevolazione anche parenti ed affini fino al terzo grado nel caso in cui i genitori o il coniuge o la parte dell’unione civile o il convivente di fatto del disabile abbiano compiuto i sessantacinque anni di età o siano loro stessi invalidi oppure deceduti.