Nei giorni scorsi il sindacato FLC CGIL ha pubblicato una esaustiva guida riguardante le incompatibilitĂ lavorative per il personale della scuola, docenti e personale ATA.
Le incompatibilitĂ lavorative dei dipendenti scuola
Il dipendente pubblico giĂ in servizio, sia di ruolo che supplente, è obbligato nei confronti dellâAmministrazione da cui dipende a prestare il proprio lavoro in maniera esclusiva. Tuttavia, esistono delle eccezioni per alcuni regimi speciali. Un esempio riguarda i docenti che svolgono anche la libera professione, o il personale della scuola in part-time, ovvero che presta il proprio lavoro per il 50% rispetto all'orario normale (18 ore o 36 ore settimanali).
A queste tipologie se ne aggiungono altre, previa autorizzazione da parte del Dirigente Scolastico.
La normativa di riferimento per i docenti
Lâarticolo 53 del DLgs 30/03/2001, n. 165 (TU sul Pubblico Impiego) regola tutti gli aspetti sull'incompatibilitĂ lavorativa. La norma richiama anche lâarticolo n.58 del DLgs del 3/02/1993, n. 29, cosĂŹ come modificato dal DLgs 31/03/1998, n. 80, nonchĂŠ il Testo unico 3/1957 e, infine, la Legge 662 del 1996.
Il dovere di esclusività nei confronti della pubblica amministrazione non viene meno neanche se il dipendente è in aspettativa per motivi familiari o di studio. Cosa diversa invece è il caso del dipendente in part-time. In questo caso invece l'esclusività viene meno e dunque il dipendente potrà svolgere ulteriori attività lavorative.
Autorizzazioni per il Personale ATA
Per questo comparto della scuola, non esistendo una precisa norma, valgono le norme per gli altri pubblici dipendenti riferibili allâarticolo 57 contenuto nel CCNL 2003. Si legge infatti che il dipendente pubblico con contratto a tempo pieno (36 ore), può effettuare altri incarichi, a condizione dell'autorizzazione del Dirigente, tra questi:
- lâoccasionalitĂ della mansione o dellâincarico;
- il lavoro non dovrĂ arrecare conflitto con gli interessi dellâamministrazione presso cui il lavoratore presta servizio;
- la compatibilitĂ dellâimpegno lavorativo. In tal caso il dipendente dovrĂ svolgere tale attivitĂ fuori dellâorario di servizio normale.
Le attivitĂ incompatibili
Sulla base dei criteri di cui al paragrafo precedente, sono da considerarsi attivitĂ incompatibili con l'attivitĂ lavorativa:
- Le attivitĂ commerciali, industriali o le prestazioni professionali;
- Lâimpiego alle presso aziende private e/o enti pubblici;
- lâincarico in societĂ costituite a fini di lucro, tranne che si tratti di cariche in societĂ od enti per i quali la nomina è riservata allo Stato.
AttivitĂ compatibili
Ecco di seguito le attivitĂ pienamente compatibili, per i dipendenti a tempo pieno o con orario superiore al 50%: la partecipazione diretta alle associazioni, culturali, sportive, religiose e/o di opinione; le prestazioni presso associazioni di volontariato o cooperative a carattere socio-assistenziale senza lucro (volontariato presso un sindacato) sempre che rese in forma gratuita o senza nessun compenso; le attivitĂ presso associazioni, collaborazioni su riviste e giornali, con compensi o rimborsi spesa; titolari di brevetti e invenzioni a livello industriale; partecipazione a convegni, tavole rotonde, mostre e seminari; tutte le attivitĂ che implicano solo rimborso delle spese, appositamente documentate; le posizioni di aspettativa, di comodato o fuori ruolo; tutti gli incarichi sindacali; la partecipazione a societĂ per azioni, societĂ in accomandita (socio accomandante); incarichi da altre PA che siano compatibili con lâattivitĂ scolastica; le collaborazioni con altre scuole dello stesso territorio; la partecipazione limitata a societĂ agricole (a conduzione familiare), ma solo per impegni di modesta entitĂ e non di tipo continuativo; amministratore di condominio, solo del proprio stabile/condominio; qualsiasi ruolo presso le commissioni tributarie; revisore contabile; formatore di dipendenti della Pubblica Amministrazione.
Lezioni private e libera professione
Il personale docente infine può, previa autorizzazione da parte del dirigente scolastico, somministrare lezioni private ad alunni che non frequentano l'istituto in cui presta servizio. In questo caso inoltre il dipendente dovrĂ garantire che tale attivitĂ non sia di pregiudizio allâassolvimento di tutte le attivitĂ inerenti la funzione docente, compatibilmente con il proprio orario di servizio. Alla stessa maniera, questo criterio vale per lo svolgimento della libera professione.