Le celebrazioni per i 120 anni dalla sua fondazione hanno preso il via a Milano il 29 settembre 2026, con l'apertura della due giorni dedicata alla Confederazione generale del lavoro, un'organizzazione nata nel 1906 proprio nel capoluogo lombardo. L'evento inaugurale ha visto l'intervento del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, il quale ha enfaticamente sottolineato la continuità storica del sindacato e la ineludibile centralità del lavoro nella società contemporanea. La significativa ricorrenza è stata l'occasione per richiamare il profondo e indissolubile legame tra la memoria delle lotte sociali passate, la conquista e la difesa dei diritti, il valore della democrazia e l'indispensabile attenzione al futuro delle nuove generazioni.

La seconda e conclusiva giornata delle celebrazioni è prevista nella prestigiosa cornice della Scala, alla presenza di Sergio.

Nel suo discorso inaugurale, Maurizio Landini ha rivendicato con forza la longevità, la solidità e la vibrante vitalità dell'organizzazione che rappresenta. "Abbiamo 120 anni, stiamo molto bene e abbiamo voglia di andare avanti con molta forza", ha dichiarato, evidenziando la determinazione del sindacato a proseguire il proprio cammino. Il segretario generale ha poi enfatizzato come il ruolo del lavoro e della Cgil trascenda l'avvicendamento dei suoi dirigenti, sottolineando la loro permanenza e la loro importanza strutturale. Ha affermato con chiarezza e determinazione che "il lavoro non si cancella", che le persone non si cancellano e che, mentre i segretari passano, la Cgil e il lavoro rimangono come pilastri irrinunciabili della società italiana.

Il messaggio del segretario generale: giustizia sociale e diritti

Il discorso di apertura di Landini ha posto con grande enfasi il tema della giustizia sociale, indicando l'impegno costante e irrinunciabile del sindacato per la costruzione di un mondo fondato su questo principio etico e politico. Pur riconoscendo che la situazione attuale non riflette ancora pienamente tale ambizioso obiettivo, il segretario generale ha ribadito con convinzione che la Cgil non ha mai perso la speranza e la volontà di raggiungerlo. Ha inoltre ricordato un aspetto cruciale e fondante della storia del movimento dei lavoratori: i diritti non sono mai stati semplicemente concessi dall'alto, ma sono stati conquistati attraverso la mobilitazione, la lotta e il sacrificio delle persone che ne erano prive, un processo che continua a ispirare l'azione sindacale.

Le celebrazioni milanesi, dunque, non si configurano unicamente come un momento di richiamo nostalgico al passato, bensì come un'occasione per proiettarsi verso il domani. Landini ha voluto focalizzare l'attenzione su come rendere accessibile, comprensibile e soprattutto utile alle nuove generazioni la memoria delle lotte e delle conquiste sociali e civili che hanno segnato la lunga storia della Cgil. Questo passaggio di testimone è stato esplicitamente collegato all'obiettivo primario di garantire alle future generazioni un futuro basato su un diverso modello sociale e di sviluppo, più equo e sostenibile, con chiari e inequivocabili riferimenti ai valori fondamentali di libertà e democrazia, essenziali per ogni progresso collettivo.

La nascita a Milano e il programma delle celebrazioni

La scelta di Milano come sede centrale delle celebrazioni per i 120 anni della Cgil non è casuale, ma sottolinea il suo ruolo storico e ineludibile di città natale della Confederazione generale del lavoro. Fu proprio nel dinamico contesto milanese che, nel lontano 1906, si tennero le cruciali giornate congressuali del 29 settembre, del 30 settembre e del primo ottobre. Questi eventi furono fondamentali e portarono alla storica fondazione della Confederazione, segnando una tappa decisiva per il movimento sindacale italiano. Le celebrazioni nazionali per il 120° anniversario si svolgono quindi con un forte valore simbolico nella stessa città che vide nascere questa fondamentale organizzazione di rappresentanza dei lavoratori, riaffermandone le radici profonde e l'importanza duratura.