Una nuova mobilitazione dei lavoratori è iniziata il 30 settembre 2026 davanti allo stabilimento Electrolux di Porcia, in provincia di Pordenone. L'iniziativa precede il cruciale vertice fissato per il 5 ottobre al Mimit, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, a Roma, con la partecipazione del ministro Adolfo Urso. Già dalle 7 del mattino, i dipendenti si sono ritrovati ai cancelli per un presidio strategico, volto a preparare la trasferta nella capitale e l'organizzazione di una carovana di mezzi diretta al tavolo ministeriale.

La protesta a Porcia si è articolata attraverso scioperi a scaglioni distribuiti nell'arco della giornata.

A partire dalle 7:30, una parte dei lavoratori ha ripreso le proprie mansioni, mentre altri hanno mantenuto il presidio davanti ai cancelli, alternandosi fino alle 16:00, orario previsto per la conclusione della produzione odierna. Questa modalità di protesta ha avuto un impatto significativo sulla movimentazione delle merci in entrata e in uscita, pur riducendo il costo economico della mobilitazione per i lavoratori coinvolti.

Il presidio ai cancelli e la carovana verso Roma

L'obiettivo primario di questa mobilitazione è portare al confronto del 5 ottobre le profonde preoccupazioni dei dipendenti riguardo al futuro dello stabilimento di Porcia. In concomitanza con la data del tavolo al Mimit, è stato indetto uno sciopero generale per l'intera giornata in tutti gli stabilimenti italiani del gruppo Electrolux.

A Porcia, nel frattempo, proseguono intensamente i preparativi per la partenza della carovana di mezzi, un'iniziativa pensata per rafforzare la presenza e la voce dei lavoratori in occasione del decisivo confronto ministeriale.

Durante le ore del presidio, sono state registrate attività di rallentamento delle merci sia in entrata che in uscita dallo stabilimento. Questa azione di protesta è direttamente collegata al piano di tagli annunciato dal gruppo Electrolux per i suoi siti produttivi italiani. La mobilitazione nasce dalla pressante richiesta di chiarimenti urgenti sul piano industriale complessivo, sui futuri livelli occupazionali e sui volumi produttivi. Le rappresentanze sindacali hanno sottolineato come il presidio sia fondamentale per mantenere alta l'attenzione sul negoziato in corso, considerato cruciale per il destino degli stabilimenti.

Le richieste sindacali e la situazione degli impiegati

Tra le principali richieste avanzate dai rappresentanti dei lavoratori figurano il mantenimento degli stabilimenti produttivi, la salvaguardia dell'occupazione e la garanzia dei volumi di produzione all'interno delle fabbriche italiane. Durante il presidio, è stata posta in evidenza anche la delicata situazione degli impiegati, un settore che ha già visto diverse uscite e che vive un clima di forte incertezza all'interno degli uffici. I sindacati hanno espresso viva preoccupazione per la percepita assenza di risposte chiare e sufficienti riguardo al futuro del sito di Porcia e all'evoluzione complessiva della trattativa in atto.

Il confronto del 5 ottobre al Mimit è atteso con grande apprensione, poiché ritenuto decisivo per l'ottenimento di risposte concrete e per la definizione di un percorso che possa assicurare la continuità produttiva e occupazionale.

La mobilitazione dei lavoratori di Porcia, con il presidio e la carovana verso Roma, rappresenta un chiaro segnale della loro determinazione a difendere il proprio futuro e quello dello stabilimento.