Il segretario generale dell’Ugl, Paolo Capone, è intervenuto con fermezza il 30 settembre 2026, esprimendo profondo cordoglio e preoccupazione a seguito di due gravi incidenti mortali sul lavoro, verificatisi ad Ancona e nel Milanese. La sua dichiarazione, rilasciata da Ancona nel pomeriggio, ha posto l'accento sulla necessità impellente di rafforzare la sicurezza nei luoghi di lavoro, individuando come pilastri fondamentali l'intensificazione dei controlli, l'efficacia delle ispezioni, una formazione adeguata e investimenti mirati nella prevenzione.

Capone ha descritto questi tragici episodi come parte di una “strage infinita”, sottolineando l'urgenza di “passare subito ai fatti”. Nel suo intervento, ha manifestato il dolore per le continue tragedie che affliggono il mondo del lavoro, ribadendo che la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori deve essere considerata una priorità assoluta e non negoziabile. Il segretario generale dell’Ugl ha quindi richiesto un significativo potenziamento dei sistemi di controllo e ispezione, con una particolare attenzione rivolta ai settori e ai contesti lavorativi che presentano maggiori fattori di rischio. A ciò si aggiunge la richiesta di una formazione professionale sempre più mirata ed efficace, affiancata da un incremento delle risorse umane ed economiche specificamente dedicate alle politiche di prevenzione degli infortuni.

Le richieste chiave del segretario generale dell’Ugl

Il fulcro della dichiarazione di Paolo Capone risiede nella transizione dalle mere parole a concrete e immediate misure operative. Capone ha identificato tre ambiti di intervento prioritari per contrastare il fenomeno degli infortuni mortali sul lavoro: il rafforzamento del presidio ispettivo, l'incremento della preparazione dei lavoratori e un massiccio investimento nella prevenzione. Il riferimento esplicito ai luoghi di lavoro caratterizzati da maggiori fattori di rischio evidenzia la necessità di calibrare le richieste su attività specifiche, dove l'esposizione a pericoli particolari impone verifiche stringenti, l'adozione di procedure di sicurezza rigorose e una formazione costantemente aggiornata e coerente con le mansioni svolte.

La posizione espressa da Capone, successiva agli incidenti di Ancona e del Milanese, si concentra inequivocabilmente sulla necessità di rafforzare ogni misura e strumento volto a salvaguardare la salute e la sicurezza. Sebbene il testo della dichiarazione non fornisca dettagli specifici sui singoli episodi, il richiamo generale è rivolto all'intero complesso di strumenti ritenuti essenziali per una drastica riduzione degli infortuni gravi e mortali: un sistema integrato di controlli, ispezioni, formazione e prevenzione.

Il quadro delle iniziative su prevenzione, formazione e vigilanza

Nel secondo trimestre del 2026, il Piano integrato per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro ha delineato un insieme di attività strategiche.

Queste includono iniziative di prevenzione e promozione della cultura della sicurezza, programmi di formazione continua, la pubblicazione di dati aggiornati sugli infortuni e l'implementazione di misure rafforzate connesse alla vigilanza. Tra le attività menzionate figurano progetti specifici volti a migliorare la sicurezza complessiva.