Roma, 8 settembre 2026. A Palazzo Chigi, un importante sviluppo sulla vicenda dell'ex Ilva di Taranto: il governo ha invitato le associazioni datoriali a sospendere le procedure di licenziamento annunciate dalle aziende dell'indotto. L'attesa è per la decisione della Corte d’Appello di Milano su un'istanza legata al provvedimento che interessa l'area a caldo dello stabilimento tarantino.

La risposta all'appello dell'esecutivo è stata positiva. Aigi e confederazione Aepi, tra le associazioni più rappresentative, hanno accolto l'invito, decidendo di sospendere le procedure di licenziamento.

La scelta, motivata da un dichiarato "senso di responsabilità", riguarda l'indotto dell'ex Ilva, al centro del confronto a Palazzo Chigi e connesso all'attesa del verdetto dei giudici milanesi.

Il Contesto dei Licenziamenti Sospesi

La sospensione interessa 2.500 licenziamenti, preannunciati da 28 aziende dell'indotto dell'Ilva di Taranto. Lo stop, temporaneo, è vincolato all'esito della pronuncia della Corte d’Appello di Milano sull'istanza di sospensiva di un decreto che impone la chiusura dell'area a caldo entro fine ottobre. La comunicazione della sospensione dei licenziamenti da parte di Aigi ai sindacati è avvenuta in concomitanza con l'inizio del tavolo di confronto tra governo e rappresentanti dei lavoratori a Palazzo Chigi.

L'udienza per la richiesta di Ilva e Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria (proprietaria e gestore dello stabilimento) è stata fissata per mercoledì 9 settembre 2026, alle ore 14:30. Il procedimento si svolgerà davanti alla Corte d’Appello di Milano, sezione materia d’impresa, e verterà sulla sospensione dell'area a caldo, provvedimento già disposto dalla stessa Corte, con diversa composizione, a luglio.

Le Scadenze Cruciali della Giustizia

Nel ricorso presentato, i legali dei commissari di Ilva e Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria hanno evidenziato l'urgente necessità di una decisione definitiva. È stata indicata la data del 16 settembre 2026 come termine ultimo per il pronunciamento, poiché associata all'avvio dello spegnimento del primo altoforno. Di conseguenza, la sospensione delle procedure di licenziamento nell'indotto rimane agganciata all'esito di questa attesa decisione della Corte d'Appello di Milano.