La Fp Cgil Puglia e la Fp Cgil Taranto hanno organizzato un sit-in davanti al Tribunale di Taranto nella mattinata del 21 settembre 2026, per sollecitare il Governo a intervenire sulla stabilizzazione dei precari della Giustizia. La mobilitazione ha posto al centro i contratti in scadenza il 30 settembre 2026, che riguardano 1.600 lavoratrici e lavoratori a livello nazionale, di cui 24 operanti negli uffici giudiziari di Taranto. Mimmo Sardelli, segretario generale della Fp Cgil Taranto, ha lanciato un appello chiaro: “Ancora una volta, chiediamo al Governo di percorrere l'ultimo miglio per arrivare alla stabilizzazione dei precari della Giustizia”.

Il presidio si è svolto a pochi giorni dalla fine della proroga fissata per il 1° ottobre, coinvolgendo il personale assunto nell'ambito del Pnrr e impiegato negli uffici giudiziari. La Fp Cgil Taranto ha denunciato l’assenza di indicazioni ufficiali dal ministero sul futuro di questi dipendenti, chiedendo con forza la continuità occupazionale, una nuova proroga e un percorso concreto di stabilizzazione. Il sindacato ha richiamato gli impegni assunti dalle forze politiche locali e ha sollecitato i parlamentari ionici a sostenere attivamente una soluzione per tutto il personale Pnrr della Giustizia.

Richiesta di proroga fino a fine anno

All’iniziativa hanno partecipato i deputati Dario Iaia e Francesca Viggiano, insieme al senatore Mario Turco.

La Fp Cgil ha riferito che i parlamentari presenti si sono impegnati a richiedere le risorse necessarie per una proroga dei contratti fino al 31 dicembre, inquadrata nella più ampia prospettiva della stabilizzazione definitiva. Il sindacato ha sottolineato come tale proroga sia cruciale per individuare i fondi destinati a stabilizzare circa 1.500 lavoratori che ancora vivono nell'incertezza. Sardelli ha ribadito l'importanza del ruolo svolto da questo personale negli uffici giudiziari, affermando con decisione: “Lo Stato non può essere produttore di precarietà”.

Dario Capozzi Orsini, segretario regionale della Fp Cgil Puglia, ha evidenziato l'urgenza imposta dalla scadenza imminente e la necessità improrogabile di ottenere almeno una proroga fino a dicembre.

Nel corso dell'iniziativa, ha ricordato il significativo fabbisogno di personale del Ministero della Giustizia, stimato in 30mila unità, a fronte di una previsione di risposta che, nella migliore delle ipotesi, si attesta su soli 3mila posti. Per il sindacato, la questione occupazionale è intrinsecamente legata al buon funzionamento degli uffici giudiziari, poiché il personale Pnrr ha contribuito in modo determinante alla riduzione degli arretrati e al miglioramento complessivo dei servizi. L'incertezza attuale, infatti, danneggia sia i lavoratori sia l'efficienza del sistema giudiziario.