Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha preso la parola il 20 ottobre 2026 durante l'assemblea pubblica tenutasi presso l'ospedale Cardinal Massaja di Asti. Nel suo intervento, Landini ha stabilito un chiaro collegamento tra le recenti mobilitazioni giovanili e le cruciali tematiche del lavoro, della precarietà e della perdita di diritti. Ha sottolineato con fermezza l'importanza della legalità come condizione imprescindibile per qualsiasi forma di protesta, distinguendo nettamente il sostegno alle manifestazioni pacifiche dagli episodi di danneggiamento e furto.

Landini ha ribadito la posizione del sindacato in merito agli atti illeciti, dichiarando esplicitamente: “Chiunque spacchi un negozio e rubi compie un reato e noi siamo per la legalità, siamo per le manifestazioni a viso scoperto”. Questo richiamo alla condotta responsabile è giunto in un contesto di accese proteste giovanili, evidenziando la necessità di esprimere il dissenso in modi che rispettino la legge. Il leader sindacale ha inoltre criticato l'attenzione mediatica e il dibattito pubblico, che a suo giudizio tendono a focalizzarsi eccessivamente sui danni e sulle violenze, trascurando le questioni di fondo e le profonde motivazioni che spingono i giovani a scendere in piazza.

Il divario generazionale tra diritti e precarietà

Affrontando il tema del lavoro, Landini ha condiviso la propria esperienza personale, ricordando il suo ingresso nel mondo del lavoro con un contratto regolare e la piena possibilità di manifestare e scioperare, diritti che erano stati conquistati dalle generazioni precedenti. Da questo confronto diretto, ha evidenziato il significativo divario con la condizione attuale dei giovani che partecipano alle mobilitazioni odierne.

Il segretario generale della Cgil ha affermato con chiarezza che “a questi ragazzi i diritti che avevo io alla loro età sono negati ed è per questo che tocca a noi scendere in piazza, nella legalità e pacificamente, per tornare ad ottenerli”.

Questa dichiarazione ad Asti rafforza il sostegno del sindacato alle rivendicazioni giovanili, ma al contempo pone l'accento sulla necessità che tali iniziative si svolgano sempre nel rispetto della legge, in modo pacifico e con una partecipazione pubblica e riconoscibile.

Sciopero generale e mobilitazioni studentesche

In linea con le posizioni espresse da Landini, la Cgil ha indetto uno sciopero generale per il 20 novembre 2026. Questa data non è casuale, in quanto coincide con una più ampia mobilitazione degli studenti a livello europeo. Il riferimento alle proteste studentesche si inserisce organicamente nel discorso più ampio sui diritti negati, sulla crescente precarietà e sull'importanza della partecipazione attiva dei giovani nelle piazze per rivendicare un futuro migliore.

È stato inoltre specificato che il segretario generale della Cgil non prenderà parte al corteo previsto a Milano il giorno successivo all'intervento di Asti, a causa di un impegno precedentemente fissato.