Tre registrazioni audio hanno permesso di ricostruire le comunicazioni cruciali tra il centro di controllo ferroviario di Atocha, a Madrid, e i macchinisti dei due convogli coinvolti nel grave scontro ferroviario avvenuto il 28 ottobre 2026. L'incidente si è verificato sulla linea dell’alta velocità Madrid-Atocha, al chilometro 118, nei pressi di Urda, in provincia di Toledo, e ha visto protagonisti un treno ad alta velocità AVE della compagnia statale Renfe e un convoglio della compagnia Iryo. Le registrazioni evidenziano come punto centrale le autorizzazioni impartite ai macchinisti dopo i problemi riscontrati nel sistema automatico LZB, con l’indicazione di riprendere la marcia normale anziché procedere in modalità a vista.
Il centro di controllo di Atocha ha impartito sia al macchinista dell’AVE sia alla macchinista dell’Iryo l’ordine sintetizzato nella frase “Riprenda la marcia normale”. Le conversazioni documentano i minuti precedenti allo scontro e sollevano interrogativi su presunti errori nella gestione delle autorizzazioni da parte del centro di controllo. Il dato operativo fondamentale risiede nella netta differenza tra la marcia normale e la modalità a vista: quest'ultima, secondo la ricostruzione, impone un limite massimo di 40 chilometri orari, a fronte di velocità ben superiori consentite in marcia normale.
La sequenza delle comunicazioni
La cronologia degli eventi, come ricostruita dalle registrazioni, è precisa.
Alle 8:36, il treno AVE, che si trovava circa 25 chilometri dietro l’Iryo sullo stesso binario in direzione sud, ha ricevuto l’autorizzazione a ripartire a velocità normale. Questa indicazione è stata data dopo lo stop causato dalla caduta del sistema di controllo automatico LZB. È significativo che tale ordine sia giunto mentre il convoglio Iryo risultava ancora fermo più avanti sulla stessa tratta. Nella conversazione intercettata, il controllo ha esplicitamente richiesto al macchinista dell’AVE di disconnettere e riconnettere il sistema LZB e di riprendere la marcia normale.
Pochi minuti dopo, alle 8:41, la macchinista del treno Iryo ha segnalato un problema di connessione con il sistema automatico.
Anche a lei è stata impartita l’indicazione di ripartire a velocità normale. Tuttavia, sette minuti più tardi, alle 8:48, la conducente ha comunicato di essere ancora bloccata: “Il treno non mi permette di avviare il sistema LZB. Per questo sono ancora ferma davanti al segnale d’ingresso a Urda”. La risposta del controllore è stata interlocutoria, suggerendo alla macchinista di richiamare non appena possibile, in caso di ulteriori problemi.
Le implicazioni delle autorizzazioni
La discordanza tra le autorizzazioni impartite e la situazione sul binario emerge come un elemento critico. L'ordine di riprendere la marcia normale al treno AVE, mentre il convoglio Iryo era ancora fermo e impossibilitato a muoversi, costituisce il fulcro delle indagini.
Le registrazioni, infatti, non contengono alcun riferimento a un ordine di arresto o a un avviso specifico per il treno AVE riguardo alla posizione del convoglio Iryo, che rimaneva bloccato sulla linea. Questa apparente mancanza di coordinamento nelle comunicazioni tra il centro di controllo e i macchinisti, in un momento di criticità del sistema di sicurezza, è l'aspetto su cui si concentrano le analisi per comprendere le dinamiche che hanno portato allo scontro.