Per un docente di sostegno al primo incarico, la compilazione del Piano Educativo Individualizzato (PEI) può generare molti dubbi: da dove partire? Cosa scrivere? Come individuare gli obiettivi? Quali strategie proporre?

Il primo elemento da tenere presente è che il PEI non è un semplice documento da completare. È uno strumento di progettazione educativa e didattica che raccoglie e organizza gli elementi utili a definire il percorso dell’alunno, sulla base dell’osservazione, dei suoi bisogni, delle sue potenzialità e delle condizioni che favoriscono la partecipazione e l’apprendimento.

Prima di compilare il PEI: osservare l’alunno

Il primo passaggio utile è l’osservazione.

Prima di definire gli obiettivi è importante conoscere l’alunno nei diversi momenti della giornata scolastica: come partecipa alle attività, come comunica, quali autonomie possiede, come interagisce con i compagni, quali difficoltà incontra e quali condizioni favoriscono il suo apprendimento.

È altrettanto importante individuare i punti di forza. Concentrarsi esclusivamente sulle difficoltà rischia di produrre una descrizione parziale dell’alunno e di rendere meno efficace la successiva progettazione.

Una domanda utile da porsi è: “Cosa riesce già a fare e in quali condizioni riesce a farlo meglio?”

Un possibile metodo di lavoro

Per chi affronta il primo PEI può essere utile seguire una sequenza di lavoro che colleghi osservazione, progettazione e verifica:

  1. Osserva. Raccogli informazioni sul comportamento, sulla comunicazione, sull'autonomia, sulle relazioni e sugli apprendimenti.

  2. Individua i bisogni. Comprendi quali sono le principali difficoltà, ma anche quali risorse e potenzialità possono essere valorizzate.

  3. Progetta. Definisci obiettivi prioritari, realistici e coerenti con il percorso dell’alunno e con quello della classe.

  4. Intervieni. Individua strategie, strumenti, facilitazioni e modalità organizzative che possano favorire il raggiungimento degli obiettivi.

  5. Verifica. Stabilire come osservare i progressi permette di comprendere se ciò che è stato progettato sta realmente funzionando e se sono necessari adattamenti.

Si tratta di una possibile logica di lavoro, non di una procedura aggiuntiva rispetto a quella prevista per la redazione del PEI.

Il punto centrale è mantenere una connessione tra osservazione, obiettivi, interventi e verifica.

Come formulare gli obiettivi del PEI

Gli obiettivi dovrebbero essere concreti, osservabili e verificabili. Una formulazione troppo generica rischia di non indicare chiaramente quale cambiamento si vuole ottenere.

Ad esempio:

Obiettivo generico: “Potenziare l’autonomia.”

Formulazione più operativa: “Portare a termine una semplice attività seguendo una sequenza di passaggi condivisa, con progressiva riduzione dell’aiuto dell’adulto.”

L'esempio non rappresenta un modello da applicare indistintamente: mostra piuttosto il tipo di ragionamento che può aiutare nella progettazione. Prima di formulare un obiettivo è utile chiedersi: che cosa voglio che l’alunno riesca concretamente a fare?

In quale situazione? Con quale livello di supporto? Come potrò verificare il progresso?

È inoltre importante non confondere l’obiettivo con l’attività. “Svolgere esercizi di matematica” descrive un'attività; individuare quale competenza si vuole sviluppare attraverso quell’attività permette invece di costruire una progettazione più precisa.

Quali strategie e interventi indicare

Una volta definiti gli obiettivi, occorre chiedersi quali condizioni possano favorirne il raggiungimento.

Le strategie possono riguardare, ad esempio, la strutturazione dei tempi e degli spazi, l’uso di supporti visivi, la semplificazione o mediazione delle consegne, la gradualità delle richieste e le modalità di partecipazione alle attività della classe.

La scelta delle strategie dovrebbe essere collegata alle caratteristiche e ai bisogni dell’alunno e agli obiettivi individuati. La domanda fondamentale è: “Questa strategia aiuta concretamente l’alunno a partecipare e ad apprendere?”

Gli errori più frequenti da evitare

Tra gli errori che possono verificarsi, soprattutto al primo incarico, ci sono la descrizione dell’alunno esclusivamente attraverso le difficoltà, la formulazione di un numero eccessivo di obiettivi e l'utilizzo di espressioni generiche difficili da verificare.

Un altro errore è considerare il PEI come un documento di esclusiva competenza del docente di sostegno. La progettazione inclusiva coinvolge infatti il consiglio di classe o il team dei docenti e le altre figure previste dalla normativa e dal percorso dell’alunno.

Infine, il PEI non dovrebbe essere considerato un documento “chiuso” una volta compilato. L'osservazione e la verifica consentono di valutare l'efficacia del percorso e, quando necessario, di apportare gli adattamenti previsti dalle procedure.

Checklist: prima di concludere il PEI

Prima di considerare conclusa la progettazione, può essere utile verificare:

  • ho individuato i punti di forza dell’alunno?

  • ho osservato il suo comportamento in diversi contesti?

  • gli obiettivi sono concreti e osservabili?

  • ho evitato formulazioni troppo generiche?

  • ogni obiettivo è collegato a strategie coerenti?

  • ho stabilito come verificare i progressi?

  • ho considerato apprendimento, partecipazione e autonomia?

  • il percorso è collegato alla vita della classe?

  • la progettazione è stata condivisa con gli altri docenti e con le figure previste?

Le domande del docente al primo incarico

Devo partire dalle difficoltà dell’alunno?



No. L’osservazione dovrebbe considerare difficoltà, competenze, interessi, punti di forza e condizioni che favoriscono la partecipazione.

Quanti obiettivi devo inserire?

Non è il numero a determinare la qualità del PEI. È utile individuare priorità realmente significative e verificabili, coerenti con il percorso dell’alunno.

Il PEI riguarda solo il docente di sostegno?

No. L’inclusione è una responsabilità condivisa e la progettazione deve coinvolgere i soggetti previsti nel percorso educativo.

Il PEI può essere modificato?

L’osservazione e la verifica consentono di valutare l’efficacia del percorso e di apportare, quando necessario, gli adattamenti previsti dalla normativa e dalle procedure di revisione del PEI.

Dal documento al progetto educativo

Per il docente di sostegno al primo incarico, affrontare il PEI può sembrare inizialmente complesso. Procedere secondo una logica coerente — osservare, individuare i bisogni, progettare, intervenire e verificare — può aiutare a dare maggiore organicità al lavoro.

Il valore del PEI non sta nella quantità di informazioni inserite, ma nella sua capacità di tradurre l’osservazione in un progetto educativo concreto, orientato alla partecipazione, all’apprendimento e allo sviluppo progressivo delle autonomie.

Per questo il primo PEI non dovrebbe essere vissuto soltanto come un documento da compilare, ma come uno strumento attraverso il quale costruire, insieme agli altri docenti e alle figure coinvolte, un percorso pensato per l’alunno e per la sua partecipazione alla vita della classe.