Circa trecento lavoratori della StarTech hanno partecipato il 13 ottobre 2026 a un corteo a Trieste, manifestando per ottenere chiarimenti urgenti sul futuro dell’azienda e per esprimere una netta contrarietà a una possibile svendita. La mobilitazione ha messo in luce la grave situazione dello stabilimento triestino, l’assenza di risposte concrete lamentata dalle organizzazioni sindacali e la pressante richiesta di indicazioni chiare riguardo alla prospettiva industriale della società.
Le rappresentanze sindacali hanno sollevato con forza la questione del destino aziendale e dell'ipotesi di cessione, ritenendola un passaggio fondamentale che necessita di essere approfondito e chiarito prima di qualsiasi decisione definitiva.
Massimo Marega, segretario generale della Cgil di Trieste, ha sottolineato che sia le parti sociali sia le istituzioni locali chiedono all'azienda di fare un "passo indietro" e di avviare la procedura di amministrazione controllata, con l'immediato inoltro della documentazione necessaria. Tuttavia, la posizione espressa dall'azienda durante la vertenza è di resistenza rispetto a questo percorso proposto.
La vertenza StarTech e il Ministero delle Imprese
La complessa vertenza che coinvolge la StarTech è attentamente seguita anche a Roma, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), con il diretto coinvolgimento del ministro Adolfo Urso. Questo intervento ministeriale si inserisce nel più ampio confronto avviato per affrontare la delicata situazione dell’azienda e, in particolare, il futuro del sito produttivo di Trieste, che le parti sindacali indicano come il nodo centrale dell'intera mobilitazione.
La richiesta di risposte si estende sia al destino produttivo dello stabilimento sia alle condizioni specifiche con cui potrebbe essere gestita un'eventuale operazione di vendita.
Un importante incontro si è tenuto il 10 ottobre 2026 nella Prefettura di Trieste, dove il ministro Urso ha incontrato le rappresentanze sindacali di StarTech. All'appuntamento era presente anche il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga. In quella sede, il confronto si è concentrato sulle prospettive produttive e occupazionali del sito triestino. La società StarTech è riconosciuta come un'entità specializzata nella ricerca, nello sviluppo e nella produzione di componenti e apparecchiature elettroniche per le telecomunicazioni, un settore strategico per il territorio.
Il precedente progetto di cessione fallito
Nel quadro complessivo ricostruito durante i tavoli ministeriali, l'attuale situazione di crisi dell'azienda è strettamente collegata anche alla mancata attuazione di un precedente progetto di cessione. Tale progetto era stato annunciato dalla società nel settembre 2025 e prevedeva un ambizioso piano di rilancio per il sito produttivo, con l'introduzione di nuove attività nei settori della fotonica, dello spazio e della difesa. Il fallimento di questa iniziativa passata contribuisce all'incertezza che oggi circonda il futuro della StarTech e dei suoi lavoratori.