Torino ha lanciato il 13 ottobre 2026 l’avviso di coprogettazione denominato “Spazi liberi”, un’iniziativa strategica volta a promuovere il reinserimento e l’inclusione sociale di minori e giovani adulti. Il progetto, frutto della collaborazione tra la Città di Torino, la Fondazione Compagnia di San Paolo e le amministrazioni della Giustizia, si rivolge a individui di età compresa tra i 14 e i 25 anni, coinvolti in percorsi di esecuzione penale, sia all’interno degli istituti che in regime di esecuzione esterna. L’obiettivo primario è offrire concrete opportunità di sviluppo e integrazione, accompagnando i beneficiari sia durante il percorso nel circuito giudiziario sia nella delicata fase successiva al termine della pena.

Per sostenere questa ambiziosa visione, il progetto “Spazi liberi” beneficia di uno stanziamento complessivo di 960.000 euro. Questa significativa somma è interamente finanziata dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, in linea con gli accordi previsti dal Protocollo Quadro siglato con il Comune di Torino. Le risorse sono state allocate per il triennio 2026-2028, garantendo una pianificazione a lungo termine. L’avviso pubblico è specificamente concepito per stimolare il coinvolgimento attivo delle realtà del Terzo Settore. L’intento è quello di co-costruire percorsi altamente personalizzati, assicurando un accompagnamento costante che inizia dall’ingresso nel circuito giudiziario e si estende fino a dodici mesi successivi al termine della pena, un periodo cruciale per il consolidamento del reinserimento sociale.

Obiettivi del progetto e destinatari

Tra gli obiettivi cardine dell’intervento “Spazi liberi” vi è la drastica riduzione del rischio di recidiva, un traguardo fondamentale per la sicurezza e la coesione sociale. Parallelamente, si mira a garantire la continuità dei percorsi educativi e formativi, con una particolare attenzione al delicato passaggio dalla giustizia minorile a quella degli adulti. I principali destinatari di questa iniziativa sono ragazzi e ragazze minorenni e giovani adulti che si trovano a confrontarsi con percorsi penali, sia che la loro esecuzione avvenga all’interno degli istituti di detenzione sia che rientri nell’ambito dell’esecuzione penale esterna. La metodologia della coprogettazione è stata scelta per favorire un raccordo sinergico e strutturato tra le istituzioni pubbliche, le amministrazioni della Giustizia, la Fondazione Compagnia di San Paolo e i soggetti del privato sociale, creando una rete di supporto integrata.

L’implementazione del piano si estende agli istituti penitenziari torinesi di rilievo, quali il Lorusso e Cutugno e il Ferrante Aporti, e include attivamente i servizi preposti all’esecuzione penale esterna. Le azioni previste sono molteplici e mirano a costruire un percorso completo: esse includono specifici percorsi educativi finalizzati all’acquisizione di autonomia e al reinserimento sociale, opportunità di formazione professionale, l’inserimento nel mondo del lavoro e un costante accompagnamento. Quest’ultimo è fondamentale sia nella fase di ritorno alla libertà sia nei contesti di esecuzione alternativa della pena, assicurando un supporto continuo e mirato.

Misure operative per il reinserimento e l’autonomia

Per concretizzare gli obiettivi prefissati, il progetto “Spazi liberi” articola una serie di misure operative diversificate e integrate. Tra queste, spiccano l’attivazione di tutor educativi dedicati, che forniranno un supporto personalizzato ai beneficiari. È previsto inoltre un servizio di supporto giuridico, essenziale per affrontare le complessità legali. Per i giovani in messa alla prova, saranno organizzate attività di utilità sociale, che rappresentano un’importante occasione di crescita e restituzione alla comunità. Il piano contempla anche la predisposizione di soluzioni abitative temporanee, cruciali sia per la fase post-pena sia per coloro che si trovano in regime di esecuzione penale esterna.

Fondamentali per lo sviluppo di competenze sono i laboratori formativi professionalizzanti e i tirocini in azienda, pensati per facilitare l’ingresso o il reintegro nel mercato del lavoro e promuovere l’autonomia dei giovani coinvolti.