Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy a Roma è il fulcro di un confronto a oltranza sulla vertenza Electrolux. Le riunioni tecniche, iniziate alle ore 19:00 del 2 novembre 2026 e proseguite senza interruzione per tutta la notte, vedono impegnati i rappresentanti dell’azienda e delle organizzazioni sindacali.

I lavori, che si svolgono sotto il coordinamento del ministro Adolfo Urso e della sottosegretaria Fausta Bergamotto, presenti al dicastero, hanno come obiettivo primario il raggiungimento di un’intesa tra le parti. La volontà di definire un punto di equilibrio è tale che il confronto è destinato a proseguire senza sosta, anche nelle ore notturne, fino al raggiungimento di un accordo condiviso.

I nodi cruciali del confronto

La vertenza Electrolux rimane al centro delle discussioni tecniche in corso. Questo dibattito, che coinvolge direttamente azienda e sindacati, mira a trovare una soluzione alla complessa situazione generata dall'annuncio estivo di una ristrutturazione da parte della multinazionale scandinava.

Nel quadro di questo tavolo, la FIM CISL ha espresso una posizione chiara, pur riconoscendo alcuni passi avanti. Il sindacato, tramite il segretario generale Ferdinando Uliano e il segretario nazionale Massimiliano Nobis, ha tuttavia sottolineato che tali progressi sono ancora insufficienti. La FIM CISL ha ribadito l'urgenza di ottenere coperture e garanzie solide, in particolare per la salvaguardia dell'occupazione e per il mantenimento degli investimenti in Ricerca e Sviluppo.

Uno dei punti più delicati del confronto tecnico riguarda lo stabilimento di Cerreto D’Esi. Per questo sito, la FIM CISL ha indicato la possibilità di una transizione verso la reindustrializzazione, un'alternativa concreta al rischio di un ridimensionamento o di una chiusura. La necessità di esaminare i testi definitivi è cruciale per assicurare la piena tenuta occupazionale e la continuità produttiva del sito.

Sul fronte delle eccedenze complessive, l'azienda ha dichiarato circa 1.041 esuberi, un numero che non include il sito di Cerreto. Queste ricadute occupazionali interessano diversi stabilimenti italiani, tra cui Susegana, Forlì e Solaro. Per lo stabilimento di Porcia, è stata avanzata l'ipotesi di un incremento della quota di produzione.