A Milano alcune donne di etnia rom, residenti nel campo di via Silla, erano costrette a vendere sè stesse sulla strada dai loro stessi connazionali e parenti. Solo il proverbiale intervento delle forze dell'ordine a messo fine al loro lungo calvario ed ad un orrore senza fine.

L'inizio delle indagini

Le indagini condotte per lungo tempo dagli appartenenti alle forze dell'ordine hanno reso possibile un blitz, atto all'arresto di alcuni uomini, se ne contano svariate decine, quasi cento, che costringevano circa 20 ragazze a prostituirsi. Gli uomini che si sono resi responsabili di questo atroce crimine, sono appartenenti all'etnia rom ed anche le donne tratte in salvo dalla polizia fanno parte della stessa nazionalità.

A capo di questa operazione di sfruttamento, verso le proprie connazionali, c'era anche una donna che agiva in qualità di contabile del gruppo. Le accuse rivolte agli appartenenti della famigerata banda sono quelle di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Le vittime erano costrette a prostituirsi nelle zone di S.Siro, Vanzago, Pregnana Milanese e Rho.

Cercavano di scappare

Gli ultimi due accusati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, che mancavano all'arresto da parte delle forze dell'ordine, erano la donna, che agiva in qualità di contabile, ma anche di dirigente dell'attività delle ragazze, di anni 44, romena anch'essa; quest'ultima attirava le ignare vittime in Italia con la falsa promessa di un lavoro sicuro come baby-sitter o badante.

Solo dopo le povere ragazze capivano di essere finite nella rete di aguzzini senza scrupoli, ma ormai per loro era impossibile sottrarsi al loro triste destino, pena minacce e botte come deterrente alle loro proteste. L'altro malvivente è un uomo, romeno, arrestato a Roma, alla stazione Tiburtina, mentre cercava di scappare per Monaco di Baviera, città per la quale aveva già acquistato un biglietto.

Addirittura una delle donne sottoposte a violenza, altre non era che la compagna di quest'ultimo, per la quale l'uomo non provava pena né concedeva sconti, al pari delle altre 19 vittime.

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