Poche emozioni a Marina Bay. Verstappen comanda e gestisce, Leclerc insegue e ci prova ma l'olandese è troppo lontano. Hamilton spreca, ringrazia Antonelli. Russell bene, nono posto partendo dal fondo.
Max Verstappen: dominio a 360° a Singapore
Pole nella sprint e gara vinta, pole nelle qualifiche del sabato e gara vinta la domenica. Verstappen domina senza problemi il circuito di Marina Bay, Singapore, conquistando la sua 73° vittoria in Formula 1. Parte davanti a tutti e chiude Leclerc in curva 1 archiviando, momentaneamente, la pratica primo posto.
Il monegasco ci prova, ma il quattro volte campione del mondo prende il largo relegando la monoposto numero 16 ad eterno secondo. La numero 33 allunga, più-stop e rientro senza problemi. Dietro di lui, al momento dei box, le McLaren di Norris e Piastri, lontane però ben 20 secondi. Le posizioni sembrano congelate, o almeno, l'unica certezza erano i primi due con Max sempre più in gestione, per spingere poi nel finale di gara. Vince ancora lui, la seconda di fila, la 73° in carriera, e lo fa dimostrando la forza del campione che, nonostante tutto, non perde mai lo smalto.
Ferrari che disastro, Hamilton non rientra ed è P6
Leclerc ci prova subito in partenza, ma Max chiude la traiettoria. Sta dietro, impensierisce il quattro vuole campione del mondo, ma poi le gomme non reggono più.
Il distacco inizia a farsi pesante, e il monegasco è costretto a rientrare. Dopo il più-stop si ritrova Hamilton alle spalle e qui, forse, il prima errore della rossa è stato non fare "swap position". Lewis perde tempo, Leclerc prepara le gomme e Max si fa sempre più lontano. La virtual causata da Lance Stroll potrebbe regalare alla scuderia di Maranello l'opportunità da cogliere al volo. Il monegasco rientra provando a giocarsi il jolly, Lewis preferisce guadagnare la posizione sul numero 16 così ritrovandosi, però, a fine gara, con delle gomme soft con ben 40 giri. L'errore di valutazione del sette volte campione del mondo è grave. Si scusa a fine gara nel team radio, ma i punti persi in classifica costruttori sono ben 10 con gli avversari che fanno sul serio.
Poteva essere un uno due Ferrari sul podio che, causa lettura errata dell'inglese, si è trasformata in P2 e P6. Parlando in numeri, da un potenziale di 33 punti si è arrivati a 26 - in chiave mondiale anche un solo punto è più che prezioso -.
Antonelli guarda, attacca ed è P3
Kimi ancora sul podio, e ad Austin si gioca il jolly mondiale. L'italiano soffre il caldo e l'umidità di Singapore, e lo si vede dall'on-board della sua monoposto. Track limits a parte - anche se qualche dubbio sulla decisione di non dare penalità rimane - la sua guida è perfetta e la sua lettura di gara impeccabile. Torna, da 5°, a farsi sotto a Norris e Hamilton. Norris attacca la rossa del numero 44 che esce dalla pista allungando la staccata, ma la monoposto numero 1 si addormenta e il bolognese si prende d'astuzia la posizione.
Contro Hamilton nessun problemi: l'inglese gira da 40 giri con la stessa gomma e soffre. Lotta da leone cercando di difendersi, ma la fame del ragazzo della Mercedes è incolmabile ed è terzo posto. Se non negli, States, la pratica mondiale si può chiudere in Messico con possibili festeggiamenti ad Imola nell'ultima gara (situazione poco stabile in medio oriente).