Politica è l'interesse per il bene della società. È lo sguardo attento a tutto ciò che ci circonda e la voglia di impegnarsi per migliorare e crescere. È la passione che ti spinge a compiere sacrifici, ad andare avanti a discapito delle mille difficoltà, a fare sempre il proprio dovere, sempre e comunque.

Politica è tutto ciò che ci circonda: dal primo giorno di scuola fino a quando andiamo alla Posta a pagare la bolletta della luce.

È tutto ciò che ci circonda perché la politica non è una scienza chiusa e settoriale, esaminata tra le mura di un club privato di studiosi e analisti, ma un mondo aperto, accessibile.

Senti discutere di politica al bar come nei bagni dell'autogrill, è un argomento che solletica le attenzioni di tutti perché, alla fine, quelli che si professano apolitici, contro il potere e tutti i suoi rappresentanti sono illogici. Il concetto di politica è infatti così profondo e rilevante che fu concepito addirittura nella culla della civiltà occidentale: la Grecia. Fin dagli albori dell'umanità si sono visti due schieramenti opposti che si davano battaglia, ora anche tre, ed è impensabile dire che la politica non interessa o che annoia perché è qualcosa di più di ciò che viene rappresentato oggi.

Non siamo anche noi "politici" in quanto cittadini e interessati al nostro bene? Devo anche dire che, personalmente, la mia forte inclinazione per la politica (in senso ampio) viene anche dall'ambiente familiare, dove ogni giorno - sin da quando ero piccolo - si è sempre parlato di attualità e di politica.

Mi ricordo come spesso si sfociava anche in discussioni animate e convulse, accalorandosi per far prevalere la propria opinione, ma ritornando sempre al punto di partenza. In generale, però, le famiglie di oggi, non avvicinano i figli alla politica, e anzi spesso li allontanano da essa, quasi come fosse una creatura mostruosa, una Arpia della società.

Guardandoci intorno e osservando le terribili situazioni di degrado che ci opprimono, a partire dalle scuole che versano in condizioni pessime, è cresciuta pian piano in noi giovani un sentimento di ribellione, di sradicamento da ogni clientelismo e nepotismo che blocca lo sviluppo delle nostre aree e c'è stato un risveglio (ancora marginale) che probabilmente prenderà nel prossimo decennio misure di proporzioni ancora maggiori.

All'indifferenza e alla noncuranza degli scorsi anni, alle passate generazioni di adolescenti che agli scandali e ai tagli al welfare hanno risposto con menefreghismo ed egoismo, sfociando nell'individualismo più bieco, si stanno sostituendo già da diversi anni giovani curiosi, attenti, convinti che la collettività e il senso comune sia il motore fondamentale per la tanto osannata "crescita". E le proteste, gli scioperi, le occupazioni, tanto criticate e messe in cattiva luce dai media, non sono altro che le prese di coscienza di un'intera generazione, che vede il proprio futuro sempre più incerto, che accendendo la tv  scopre ogni giorno nuovi scandali, che riscopre finalmente la politica come unico e solo mezzo di " liberazione" dell'Italia e di immissione in circolo di nuove energie.

Non è una chimera, non è un sogno irraggiungibile, i giovani italiani d'oggi anche se sono spesso criticati dai ministri di turno, possiedono capacità e forze incommensurabili. Sono poliedrici e versatili e non si fermano davanti agli ostacoli, e all'"io" sostituiscono il "noi". Questa è la faccia bella della medaglia, quella positiva e pulita che fa sperare in un domani migliore, in cui il giorno dopo la laurea si possa trovare lavoro, in cui non esistono posti di responsabilità tramandati di padre in figlio e il merito è veramente al centro della società. In cui se ti impegni e studi avrai un bel lavoro e non devi emigrare come i tuoi bisnonni contadini. Queste sono le aspettative, queste le speranze, che tanto impegno, tanta passione, si può dire anche tanto amore di noi giovani per la politica e in senso stretto per ciò che ci circonda, possa portare a qualcosa di concreto. La politica è una cosa bella, troppo bella perché possa essere lasciata ai "politici".