La sindaco di Parigi Anne Hidalgo, ha scritto una lettera al sindaco di Plessis-Robinson, Philippe Pemezec, per chiedergli di scusarsi pubblicamente. L’accusa: aver commentato con i suoi colleghi (uomini anche loro): “Che ci fanno tutti attorno alla Hidalgo? Aspettano che gli faccia una pippa?” Il commento sarebbe stato fatto durante una riunione in occasione dell’inaugurazione del cantiere “Grand Paris Express”.

L’ennesimo esempio di sessismo, ovvero di discriminazione sessuale,nel mondo politico, ma anche tra i primi esempi di denuncia e di rottura degli schemi ipocriti di silenzio e sottomissione in cui sono ancora intrappolate molte donne.

La valanga di commenti e di interventi delle colleghe e dei colleghi francesi ha costretto Pemezec a giustificarsi accusando a sua volta Hidalgo di aver strumentalizzato il fatto “per fini politici”. In tal caso, Pemezec avrebbe almeno riconosciuto alla collega delle ottime capacità strategiche.

Sessismo nelle società civili

Se è vero che in tutti gli strati delle cosiddette società “civili” il sessismo si può “leggere” tra le righe dei giornali ogni mattina, sottolineiamo l’importanza della denuncia per creare dibattito e dare alle donne che ancora non lo hanno trovato il coraggio di parlare pubblicamente: l’unico modo per vincere questa piaga secolare, quest’orrore dell’essere umano che rivelala sua animalità.

Le conseguenze estreme di questa animalità: i femminicidi che si consumano in ogni paese.

Per capire quanto è radicato nella cultura stessa di molti paesi il problema del sessismo, la scrittrice Michela Murgia citava un esempio italiano. In un paese civile, un astronauta è un astronauta, non importa se donna o uomo.

Mentre in Italia, l’astronauta Samantha Cristoforetti è diventata “Astro Samantha”, prima donna e soltanto dopo astronauta. Come se l’Italia le avesse concesso di uscire dal suo ruolo di donna solo temporaneamente, fino a fine missione, insomma, e poi dovesse tornare a casa a badare ai bambinie alla pasta e lenticchie.

Chi sta in politica dovrebbe rappresentarci, guidarci, arricchirci (almeno culturalmente), anziché dichiarare pubblicamente che una collega donna è a una riunione solo per “fare le pippe”. I leader di cui leggiamo i nomi dappertutto fino alla nausea dovrebbero essere un modello di comportamento civile ed educato. Ma questa forse è un’opinione di un idealista e nel pieno della crisi etica e culturale che in Italia e altrove stiamo vivendo lascia il tempo che trova.

L’esempio della buona politica

Inutile fare accenno ai ruoli di alcune deputate che hanno fatto parlare di sé più per le vicende di gossip che per le loro prestazioni politiche. I giornali italiani hanno scrittofin troppo di loro, soffermandosi fin troppo sul loro sesso anziché sui problemi di corruzione o di irregolarità nelle assunzioni, su cui ci sarebbe eccome da discutere.

La parola chiave per vincere il cattivo esempio naturalmente è il buon esempio, che è nelle mani della buona politica. Lo sarebbe. Per il momento, possiamo chiederlo in un tweet a Matteo Renzi, che passa la maggior parte del suo tempo alle prese con lo smartphone, anche durante le riunioni a Bruxelles mentre i colleghi degli altri paesi tengono i loro discorsi. È questo il buon esempio per le ragazze e i ragazzi italiani, che credono che tenere la testa china su un apparecchietto di plastica mentre qualcun altro sta parlando sia educato?

Tornando al sessismo, direi che prima di essere un problema sociale, è soprattutto culturale. La politica, così come dovrebbe essere intesa, ovvero responsabile della “cosa pubblica”, dovrebbe insegnare ai cittadini ad essere persone migliori.

È per questo che la lettera della sindaca Hidalgo merita di essere diffusa per “dare notorietà alla volgarità”, come ha scritto lei stessa sul suo account Twitter (non so se condiviso da Renzi). Lettere come questa possono insegnarci ad essere persone migliori. E se oggi ci sono persone migliori, domani ci saranno anche politici migliori.

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