De gustibus non est disputandum. La diversità culturale degli interessi di una società è un bene prezioso e nessuno è nessuno per sentirsi superiore agli altri in merito a personali scelte di gusto. Inoltre, come rapper Fedez può anche piacere, ci mancherebbe. Però, la triste banalità della nostra generazione è la creazione di eroi, proprio come Fedez, che dell'eroe non hanno proprio nulla, essendo più che altro un fenomeno mediatico e commerciale. Politico no, direi proprio di no.

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Fedez e la banalità

Le indicizzazioni dei vari motori di ricerca non hanno alcun male intrinseco: riflettono pedissequamente le ricerche che gli utenti chiedono ai vari servizi e posizionano in primo piano le informazioni più richieste. E' tutto vero, ma la lite tra Fedez e Marracash, che realmente tratta di questioni personali e di nessuna influenza socio-culturale, non può apparire come prima notizia sui principali siti di informazione online.

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Notizie come "Fedez contro tutti", "Fedez l'ha rifatto" e simili sono quasi all'ordine del giorno. La colpa in realtà, se così può essere definita, è di tutti e di nessuno: i motori di ricerca indicizzano laicamente i legittimi interessi degli utenti. La tentazione di dare giudizi di valore sugli interessi personali della nostra generazione è forte, ma ciò che è oggettivamente vero è che abbiamo trasformato dei personaggi in eroi, senza che questi ne abbiano le minime facoltà.

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Fedez

E' vero, si ha sempre bisogno di eroi: per orientare il nostro cammino, per rappresentarci in essi o solo per apprezzarne le gesta o i valori. Fedez, tuttavia, rientra pienamente nel mondo del rap commerciale, e a buona ragione, ciò a cui lui auspica è il denaro, come faremmo tutti noi. Per carità, non si vuole dire che sia banale in quanto tale, la banalità risiede nella nostra volontà di trovare eroi dove non ci sono.

Fedez e la generazione degli eroi commerciali

Ogni generazione ha avuto i suoi eroi: personaggi che con le loro azioni si sono conquistati la fiducia ed il rispetto di un'infinità di persone. Gli eroi, di solito, non sono mai partitici in senso stretto, ovvero cercano di abbracciare la più grande comunità di persone possibile: per la musica pensiamo ai Beatles, per la storia pensiamo a Gandhi. Trasformare un fenomeno come Fedez a eroe, lui che si è apertamente schierato politicamente con un partito che dice di non aver bisogno di eroi (non lo dicono così ma questo è il senso: democrazia diretta, reddito di cittadinanza...), è realmente triste.

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Fedez, in definitiva, non ne può niente e secondo chi scrive fa anche bene: guarda ai propri soldi. Vende un prodotto, con i suoi tatuaggi, con la sua banalità espressiva e con le sue uscite. Proprio perché si può trovare una logica in tutto ciò, è legittimo pensare che sia più intelligente di quanto dimostri pubblicamente. Si lascino i fenomeni commerciali essere e sentirsi tali, che di eroi se ne ha un estremo bisogno, specie di quelli veri.

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