A distanza di qualche giorno dall'annuncio che ha stravolto il mondo del calcio, ed in particolare quello romanista, cerchiamo di capire quali possono essere i motivi di una separazione così inaspettata e brusca. In fondo, c'è sempre una ratio nelle scelte umane. Ed allora anche nell'addio di De Rossi alla Roma ci deve essere per forza una qualche motivazione logica, che ci permetta di accettare ciò che è successo. O che almeno ci permetta di capirlo.

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Quello che sappiamo

Ribadiamo innanzitutto che non è stato De Rossi a voler lasciare la Roma. La sua intenzione, anzi, era quella di rimanere a vita nella propria squadra del cuore. Addirittura, si dice che avrebbe accettato un contratto a gettone per gli ultimi anni di carriera in giallorosso.

La scelta è stata tutta della società americana. Dell'"azienda", come l'ha definita il CEO Fienga proprio nella conferenza stampa organizzata per dire addio a Daniele.

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Una decisione che risulta apparentemente inspiegabile. Sì, perché De Rossi non è solo una bandiera e il capitano della Roma. Ma è anche uno dei giocatori più importanti all'interno dello spogliatoio giallorosso. Oltre che uno dei calciatori dal rendimento più alto in stagione, nonostante i tanti infortuni subiti nel corso dell'ultimo anno.

Ma allora perché una presa di posizione del genere da parte della dirigenza romanista?

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A.S. Roma

Difficile dirlo con certezza, anche perché nessuno ha rilasciato ancora dichiarazioni ufficiali in merito. A parte ovviamente lo stesso Fienga, che si è limitato a dire che è stato fatto tutto per "il bene della Roma".

Eppure, a vedere le reazioni di tifosi e media, non sembrerebbe la mossa più illuminata della storia. Anzi, tutto porta a pensare che questo sia stato solo un gigantesco autogol. Le cui conseguenze il club capitolino sta già iniziando a pagare.

E troppo a lungo probabilmente dovrà farlo. Sì, perché sarà davvero complicato, a questo punto, ricucire i rapporti con la tifoseria giallorossa. Che è giustamente e comprensibilmente ancora sconvolta per una notizia del genere. E che soprattutto farà fatica a perdonare un gesto tanto brutale e insensibile.

Il probabile motivo

Ok, ma quindi non c'è una spiegazione? Possibile? No, la spiegazione c'è. Ma non è detto che aiuti ad elaborare il lutto, purtroppo.

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Perché non sempre la risposta che cerchiamo è quella di cui abbiamo realmente bisogno.

E la verità è che, probabilmente, la cacciata di De Rossi dalla Roma è stata soltanto un maldestro tentativo di Pallotta di riaffermare il proprio potere sulla Roma. Un messaggio mandato a Trigoria per far capire chi comanda. Un sacrificio necessario, secondo i possibili ragionamenti dell'imprenditore americano, per svoltare l'andamento di un'annata fin qui catastrofica sotto tutti i punti di vista.

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Conclusione

Basterà questo per riportare la Roma in alto? Probabilmente no. Ed ecco che qui la motivazione tanto cercata diventa solo una beffa da aggiungere al danno fin qui descritto. Perché, quando un sacrificio così grande si rivela tanto inutile, non rimane altro da fare che rassegnarsi. Aspettando speranzosi che prima o poi la mareggiata passi. E che torni a splendere finalmente il sole sul mondo giallorosso.

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